il 29 giugno

Trento, studenti e associazioni in piazza a Trento per la prof trans suicida

La richiesta: «Ritirare il disegno di legge Cia che vuole vietare l’educazione sessuale e sentimentale a scuola». «La giunta Fugatti prenda le distanze dall’assessora Donazzan»



TRENTO. In piazza, il 29 giugno sotto il palazzo della Provincia, per ricordare Cloe Bianco, la professoressa veneta transgender che si è tolta la vita dopo aver subito discriminazioni a scuola, e per lanciare un messaggio: “Il Trentino è inclusivo, il Trentino è libero, in Trentino non c’è spazio per l'odio, la sopraffazione e la discriminazione”. 

A promuovere la manifestazione Agedo del Trentino, Anpi, Arci, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Udu Trento, Laici trentini per i diritti civili, Non una di meno

"Invitiamo tutti i trentini e le trentine che hanno a cuore l’eguaglianza e la libertà, gli studenti e le studentesse universitarie e chiunque abiti questo territorio a venire con noi”.

Scrivono i promotori: "La morte di Cloe Bianco, professoressa veneta di Fisica, ci ha scosso nel profondo. Le dichiarazioni dell'assessora all'istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan, che portarono alla sospensione della professoressa dall'insegnamento e quelle che, oggi, profanano, con grande mancanza di rispetto, la memoria di una donna che si è tolta la vita per i colpi di istituzioni pubbliche

transfobiche, ci toccano e ci indignano. Ci chiediamo se sia accettabile che nessuno nel governo provinciale abbia preso le distanze dall’assessora Donazzan. Abbiamo più volte avuto modo di sentire e leggere affermazioni omo-bi-lesbo-transfobiche da parte di esponenti del centrodestra trentino. Ne è una dimostrazione plastica l'iniziativa di legge che vede

come primo firmatario il consigliere provinciale Claudio Cia (Fratelli d’Italia) per la modifica dell'assetto scolastico, dove si vorrebbe vietare qualsiasi iniziativa di educazione sentimentale, affettiva e sessuale agitando lo spauracchio dell'ideologia gender”.

"Questa omo-lesbo-bi-transfobia istituzionalizzata – proseguono – porta con sé la stessa matrice culturale che ha portato alla

morte di Cloe Bianco. Troppo spesso leggiamo di persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ che si tolgono la vita, troppo spesso veniamo a sapere di episodi gravi di discriminazione ai danni di persone queer e sempre vediamo le istituzioni provinciali che non fanno nulla. Per questo serve una legge come il ddl Zan, per questo è necessaria l'istituzione di un osservatorio sugli episodi di discriminazione in Trentino, per questo sono dovute le dimissioni della Donazzan, per questo

pretendiamo che la giunta trentina prenda le distanze da quella veneta, per questo chiediamo l'immediato ritiro del disegno di legge del consigliere Cia”.

















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