la vicenda

Trento, i genitori si erano opposti al tampone per il figlio bloccando le cure: interviene il Tribunale

Il caso segnalato dall’Azienda sanitaria, ora mamma e papà hanno cambiato idea anche grazie all’intervento del presidente del Tribunale per i minorenni Spadaro: il piccolo potrà riprendere le cure in ospedale previo tampone all'entrata, come previsto dai protocolli

TRENTO. Prima si erano opposti al tampone anti Covid per il figlio di 10 anni perché avrebbe leso il diritto alla salute garantito dalla Costituzione, impedendogli di fatto di entrare in ospedale - dove il bimbo si reca periodicamente dal 2018 per essere sottoposto ad una terapia antiallergica - facendogli quindi interrompere le cure e rivolgendosi ad un avvocato per chiedere il trattamento domiciliare. Poi, dopo che il caso era arrivato al Tribunale per i minorenni di Trento, su segnalazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, mamma è papà hanno cambiato idea, anche grazie all'intervento di mediazione del presidente del Tribunale, Giuseppe Spadaro, che ha incontrato i genitori del piccolo assieme al loro avvocato - legato all'associazione “Governo del popolo” - convincendoli a tornare sui loro passi. Grazie alla conciliazione, inoltre, anche la Procura, con il pm Alessandro Clemente, ha ritirato il suo ricorso, in cui si chiedeva la nomina di un tutore in relazione al solo trattamento sanitario, ritenuto urgente e indispensabile.

Il piccolo, quindi, una volta che la famiglia prenderà contatto con l'Azienda sanitaria, potrà riprendere le cure in ospedale, previo tampone di verifica all'entrata, come previsto dai protocolli anti Covid.