Economia

Trentino, prestiti alle imprese tornano a crescere ma le micro restano indietro

Nel 2025 i finanziamenti alle aziende aumentano di 5 miliardi, ma le microimprese registrano un calo del 5%. Tra tassi ancora elevati, nuove regole bancarie e maggiori rischi percepiti, le realtà più piccole continuano a faticare nell’accesso al credito



Le banche italiane hanno ricominciato a prestare soldi alle imprese, ma non alle piccole. Dopo un periodo difficile, iniziato con la pandemia e continuato con la politica della Banca Centrale Europea (BCE), finalmente i prestiti alle aziende sono tornati a crescere. Tra novembre 2024 e novembre 2025, il totale dei finanziamenti erogati è aumentato di 5 miliardi di euro (+0,8%). Ma questa ripresa non ha riguardato tutte le imprese. Le microimprese, quelle con meno di 20 dipendenti, hanno visto ridursi i prestiti di 5 miliardi di euro, ovvero il 5% in meno.

Le banche continuano a preferire le imprese più grandi, che hanno più soldi e sono considerate meno rischiose. Le microimprese, invece, sono ritenute troppo rischiose, soprattutto con i tassi d'interesse ancora alti e la necessità di garantire prestiti sicuri. Questo crea un problema, soprattutto per le piccole aziende che sono fondamentali per l'economia italiana, ma faticano a ottenere il credito di cui hanno bisogno.

A livello territoriale, la situazione cambia da regione a regione. Mentre in Lazio, Calabria e Valle d'Aosta i prestiti sono aumentati, in altre regioni come Sardegna, Umbria e Veneto c'è stata una riduzione. Anche in Trentino-Alto Adige, i prestiti alle imprese sono diminuiti di circa 74 milioni di euro.

Questa difficoltà nell'ottenere prestiti per le piccole aziende non è un caso isolato, ma è legata a vari fattori. Le microimprese, infatti, hanno ricavi che cambiano spesso e sono meno solide finanziariamente, il che le rende più rischiose per le banche.

Inoltre, con le nuove regole bancarie, le banche devono mettere da parte più soldi quando prestano a chi è considerato rischioso, come le piccole aziende. Anche il fatto che molte piccole imprese non chiedano più prestiti come prima, per la paura di non riuscire a restituirli o perché hanno usato risorse interne per far fronte alle difficoltà, contribuisce alla situazione.













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