AMBIENTE

Solo un italiano su 5 crede ai messaggi di "sostenibilità" delle aziende

È quanto emerge dallo studio di Ffind presentato all'Europarlamento nell'ambito dell'evento "Citizen insights summit: democracy in focus", in un momento in cui l'Ue sta cercando di accelerare sulle nuove regole relative al greenwashing e le pratiche di marketing ingannevoli

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Il 77,1% degli italiani giudica poco credibili i messaggi delle aziende legati alla sostenibilità, mentre il 52,8% ha già smesso di acquistare un prodotto o un brand per motivi ambientali.

È quanto emerge dalla pubblicazione dello studio di Ffind, agenzia indipendente specializzata nella raccolta dati, che ha presentato il suo ultimo sondaggio all'Europarlamento nell'ambito dell'evento 'Citizen Insights Summit: Democracy in Focus' organizzato da Esomar, associazione che riunisce le aziende italiane che svolgono ricerche di mercato e sondaggi di opinione.


 Lo studio, presentato in un momento in cui l'Ue sta cercando di accelerare sulle nuove regole relative al greenwashing e le pratiche di marketing ingannevoli, ha coinvolto circa 5000 consumatori in cinque paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, e ha avuto come obiettivo principale il tema della fiducia dei cittadini nei confronti di aziende e istituzioni.

Tra i dati emersi in ambito italiano, anche la volontà da parte del 68,5% dei cittadini di interrompere gli acquisti in caso di pratiche ritenute ingannevoli, con una percentuale quasi analoga (il 65,3) che attiverebbe anche un passaparola negativo.

Spazio infine, secondo i consumatori, anche per il prezzo dei prodotti sostenibili, ritenuto dal 34,3% il principale ostacolo a comportamenti più responsabili.   













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