Quaranta giovani volontari a ripulire il «loro» Brione 

Il Clean Up Day nel quartiere. Entusiasta Luciano Rovro (Comitato Iniziative Brione) «Hanno lavorato gratis, ci hanno messo il cuore». Raccolti dodici sacchi di rifiuti, differenziandoli



Rovereto. È stata una giornata da incorniciare, quella del Clean Up Day al quartiere Brione. La manifestazione, che si svolgeva in contemporanea in 157 paesi del mondo, coinvolgendo oltre 20 mila volontari impegnati a ripulire il proprio quartiere, ha raccolto l’adesione di una quarantina di ragazzi: quelli dell’Intercity ma anche del liceo Rosmini, dell’istituto Don Milani, del corso per educatori dell’Università di Trento e dell’associazione Girella.

«È stata una pulizia diversa dal solito» racconta Luciano Rovro, del Comitato Iniziative Brione, che ogni anno organizza la maxipulizia del quartiere. «I ragazzi si sono spinti persino in mezzo ai cespugli delle aiuole e del parco per cercare bottiglie, cartacce e pattume. Ma fa soprattutto piacere constatare che sentono tutti l’esigenza di ripulire il luogo in cui vivono». I volontari hanno riempito una dozzina di sacchetti di nylon di rifiuti vari, separando la plastica dal vetro e dal residuo. «È una pulizia fatta con il cuore - commenta entusiasta Rovro -. Vorremmo riuscire a organizzare iniziative simili una volta al mese, anche ripulendo solo due o tre vie alla volta. Ora ci penseremo».

Videochiamata col Mozambico Oltre al Comitato, nel quartiere c’era l’associazione Mlal . Di quest’ultima, Federica Manfrini ricorda come la proposta era nata nei mesi scorsi con un applaudito flash mob in centro, “benedetto” anche dal professor Francesco Romano, consigliere civico. L’impegno è stato mantenuto e si rinnova per i mesi a venire. Alla fine della massiccia campagna di pulizia, c’è stato un collegamento via skype con un paese del Mozambico impegnato nello stesso Clean Up Day, confrontandosi e scambiandosi delle impressioni dopo la giornata di lavoro, davanti ai sacchi di immondizia raccolti. «Abbiamo creato una specie di ponte telematico con il Mozambico ed è stato piacevole alimentare questo contatto a distanza dopo un giorno passato a riordinare il luogo in cui viviamo, noi come loro» ha commentato Francesca Manfrini.

Il momento conclusivo per tutti i ragazzi è stata la merenda insieme, dopo la grande faticata. Ognuno ha messo a disposizione il proprio tempo regalandolo alla comunità. Una forma di restituzione al proprio quartiere, di rispetto e di convivenza pacifica. Uniti nel lavoro, i ragazzi delle provenienze più disparate - il Brione è con buona approssimazione il quartiere più multietnico della città - si sentono accomunati già dallo spartire lo stesso luogo. E ciò è sufficiente per sentirsi uguali, ognuno nella propria particolarità. Una lezione di maturità che molti adulti faticano ancora a metabolizzare.

















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