TRIBUNALE 

Il giudice Ancona va in pensione, ultima udienza il 19

ROVERETO . Quella del 19 dicembre sarà l’ultima udienza penale della lunga carriera del giudice Carlo Ancona, che dal primo gennaio - il giorno del suo settantesimo compleanno - andrà in pensione....

ROVERETO . Quella del 19 dicembre sarà l’ultima udienza penale della lunga carriera del giudice Carlo Ancona, che dal primo gennaio - il giorno del suo settantesimo compleanno - andrà in pensione. Era arrivato da Trento, dopo trentotto anni in magistratura «ricoprendo qualsiasi ruolo», come spiegava lui stesso, a settembre di tre anni fa. La sua prima udienza fu il 22 settembre del 2015.

Nato a Teramo, in Abruzzo, il primo gennaio 1949, arrivò a Trento a inizio carriera. La prima indagine di un certo peso di cui si occupò fu il caso della Sloi, seguito all’indagine sul grave inquinamento ambientale dell’azienda trentina. Tra le innumerevoli indagini, da menzionare quella sul disastro di Stava, in val di Fiemme, accaduto nel 1985: l’improvviso crollo di due bacini di decantazione della miniera provocò 268 vittime e la cancellazione del paese, distrutto in tre minuti da un’ondata di fango. Fu uno dei primi casi in Italia di catastrofe in cui venivano definite responsabilità e colpe, arrivando nel 1992 alla condanna di 10 persone, anche se per vari cavilli nessuno scontò la detenzione (e Ancona se n’è sempre fatto un cruccio, benché non dipendesse da lui). Ma fu un processo pilota, che viene ancora citato come importante precedente negli annali della giurisprudenza. Oltre ad essere uomo di legge, il giudice è una persona molto colta, dotata di un sagace senso dell’umorismo e con un grande amore per la montagna e la storia locale. Fu lui, un paio di anni fa, a replicare il processo a Cesare Battisti nell’ambito delle celebrazioni della Grande Guerra, spiegando in punta di diritto al folto pubblico che se vista dagli occhi degli italiani l’esecuzione al castello del Buonconsiglio apparve come una barbarie, era ineccepibile dal punto di vista degli austriaci per le leggi dell’epoca.