Contro gli assembramenti la telecamera “intelligente” 

Nata a Rovereto. Conta le persone in un determinato spazio e controlla le distanze lanciando l’allarme se non sono rispettate. L’ha creatala start up “GeoInference” in via Zeni

di Filippo Schwachtje

Rovereto. A Rovereto l'innovazione per combattere il Coronavirus: ecco la telecamera “intelligente” per monitorare strade, piazze ed attività commerciali evitando assembramenti. Il progetto è di GeoInference, una start up nata nel 2019 proprio nella nostra città e specializzata negli ambiti dell'intelligenza artificiale e della computer vision, che lo scorso anno ha realizzato un primo modello di “smart camera” nel campo dell'agricoltura di precisione. L'obiettivo era di permettere la misurazione periodica dell'andamento della crescita dei frutti, il tutto semplicemente “filmando” gli arbusti con una “smart camera” fissata sul trattore. «Con l'arrivo dell'emergenza Coronavirus però – spiega Andrea Demaria, di GeoInference – abbiamo voluto dare vita ad un progetto diverso. Cambiando la rete neurale degli apparecchi ne abbiamo modificato la funzione, ed ora invece di riconoscere i frutti sono in grado di riconoscere le persone, determinando in automatico le distanze fra i vari individui in una particolare zona per evitare il formarsi di assembramenti, anche tramite l'utilizzo di allarmi sonori». Le possibili applicazioni delle “smart camera” nella lotta alla diffusione del virus sono moltissime, dai negozi ai rifugi, dagli impianti sciistici a strade e piazze del centro. Non a caso infatti, prima dell'annullamento dei Mercatini di Natale, il consorzio Rovereto in Centro stava valutando la possibilità di utilizzare il progetto di GeoInference per evitare assembramenti fra le casette. «In prospettiva – prosegue Demaria – potrebbe essere un'ottima soluzione per la gestione dei flussi di persone. Le informazioni fornite dalle “smart camera” permetterebbero di regolare in tempo reale l'accesso a mezzi pubblici, locali o esercizi commerciali». Il vantaggio principale, oltre alle dimensioni ridotte degli apparecchi, è che il controllo delle distanze fra le persone avviene totalmente in automatico, senza necessità di particolari collegamenti se non l'alimentazione elettrica, permettendo di indirizzare il flusso di persone verso zone di minor assembramento. Il tutto, tra l'altro, con la garanzia dell'anonimato per le persone “riprese”, delle quali serve solamente rilevare la reciproca posizione, senza trasmissione o memorizzazione delle immagini. «Stiamo aprendo dei tavoli di discussione anche a livello industriale – conclude Demaria – vista la flessibilità e la polivalenza del progetto, che speriamo possa trovare varie applicazioni anche dopo l'emergenza Coronavirus».