Barista investita da ciclisti due volte in un solo giorno 

Al bar “La bella vita” di via Dante. «Tra i cubetti sconnessi e l’impossibilità di capire dove devono passare le bici moltissimi preferiscono il marciapiede. E tra porta e plateatico ci falciano mentre usciamo col vassoio e le ordinazioni»

di Luca Marsilli

Rovereto. Investita due volte in una sola giornata: venerdì. In entrambe le occasioni se l’è cavata con qualche botta e il vassoio coi bicchieri che vola via: Maria Chiara Nocera, che assieme alla sorella Elisabetta lavora al bar “La bella vita” di via Dante, stavolta non ha avuto bisogno nemmeno delle cure del pronto soccorso. In altre occasioni, sia a lei che alla sorella, non è andata altrettanto bene. «E siamo sempre state fortunate comunque - dicono - perché vedendo a che velocità passano sul marciapiede a raso vetrina molti ciclisiti, è solo questione di fortuna. Se ti prendono il vassoio vola lui e vanno in pezzi i bicchieri. Se dovessero centrare in pieno una di noi, finiamo in ospedale con qualche osso rotto».

La situazione, dicono, è ormai insostenibile. «Gestisco il bar - racconta Elisabetta - da due anni. Fino alla realizzazione del “boulevard” non c’erano problemi. La ciclabile era ben segnata sull’altro lato della strada e veniva usata normalmente. Adesso siamo al delirio. Un po’ chi arriva in bici fa fatica a capire dove deve andare, tra cinesini a segnare non si capisce cosa, marciapiede e segni di percorso per le biciclette nella direzione opposta. Poi molti preferiscono il marciapiede semplicemente perché i bolognini sconnessi o le borchie di metallo sono scomodissimi sotto le ruote. Sta di fatto che è la norma che le bici, ma anche gente con i pattini, gli skate e i monopattini, passino sul marciapiede. Coi tavolini del nostro plateatico, si spostano verso il muro. Passando a pochi centimetri dalla porta. Dalla nostra come da quella del salone. Noi facciamo avanti e indietro tutto il giorno e venire investite è purtroppo cosa frequentissima. Non ne possiamo più».

Venerdì per reazione, le ragazze hanno preso due fioriere e le hanno messe di traverso sul marciapiede. Pochi minuti ed è arrivato un vigile a dire loro di spostarle, perché così non potevano stare. «Sono due anni che avvertiamo in Comune del pericolo e sono due anni che ci sentiamo dire - ultimo, dall’assessore Chiesa venerdì - che il problema sarà affrontato urgentemente. Ma in due anni non è cambiato nulla. Basterebbe un cartello che renda evidente a chiunque che questo tratto di marciapiede è solo pedonale. Ma pare sia impossibile averlo. E noi rischiamo l’osso del collo a ogni caffé che portiamo fuori».

Ieri Elisabetta Nocera ha spedito via Pec una comunicazione in Municipio: risegnala il problema e precisa che a questo punto riterrà il Comune responsabile di qualsiasi conseguenza possa derivare dal perdurare di questa situazione a personale del bar o clienti o agli stessi ciclisti.