È roveretana la prima donna imprenditrice in Arabia Saudita
Con la sua “Sanditaly” ha avuto la licenza ufficiale. Da 5 mesi quel Paese ha aperto agli investitori stranieri. Ma cliccando su “donna” non si aprivano finestre: nessuno la aveva mai attivata prima di lei
Rovereto. È roveretana la prima donna ad aver ottenuto la licenza ufficiale per l'apertura della sua società in arabia saudita. davvero singolare la storia di tiziana corradini che ha scoperto per puro caso la sua unicità.
Papà operaio alla camussi, società gestrice del gas, mamma casalinga e altri 3 fratelli e sorelle, tra cui la prima vigilessa di rovereto; “ho ricordi bellissimi del periodo trascorso all'oratorio rosmini”.
Tiziana dal 2016 insieme al marito, due bassottine e un gatto raccolto per strada, vive a dubai negli emirati arabi. gestisce una società la outstandinglife per accompagnare passo per passo gli imprenditori che puntano al mercato del paese arabo: come costituire la società, i visti, i conti correnti... anche la sistemazione delle famiglie. a dubai tiziana è agente ufficiale governativa.
Il 27 settembre 2019 l'arabia saudita ha autorizzato l'apertura dei confini. prima si poteva andare in arabia solo per pregare e visitare la mecca e per lavorare ma solo su invito dello sponsor. tiziana da buona imprenditrice ha compreso subito l'opportunità di un mercato inesplorato per gli stranieri e il 1 gennaio 2020 ha ottenuto la licenza ufficiale della sua società, la sanditaly.
È in quel momento che ha scoperto d'essere la prima donna a intraprendere quel percorso?
Sì, stavo cercando di ottenere il visto on line e nel sito c'erano ovviamente due voci: uomo o donna. Io cliccavo su donna, ma niente, non si apriva alcuna finestra. Dopo alcune telefonate di richiesta di assistenza ho scoperto che il pulsante “donna” non era stato messo in funzione perché non vi era stata alcuna richiesta. In sostanza non lo avevano attivato perché nessuna donna titolare al 100 x 100 della sua società si era presentata.
Facciamo un passo indietro e torniamo alla sua decisione di recarsi a Dubai.
Per quasi 30 anni sono stata nel settore bancario. Prima alla Calderari, a Trento, poi a Milano Banca Sella. Nel 1999 mi sono sposata e mio marito è nel settore della fiscalità internazionale. È stato nel 2016 che ho cominciato a sentirmi a disagio con il lavoro nelle banche....
Come mai?
Ormai è un mondo cambiato, le persone non vengono più sostenute. La logica è quella della spremitura di un limone e noi, noi trentini, invece abbiamo il senso della solidarietà, dell'aiuto reciproco, è nella nostra indole operare con un’etica profonda. Così ho deciso di lasciare. Mio marito già dal 2007 operava negli Emirati. Mi sono trasferita e ho fatto mio il suo lavoro.
La sua società si può definire di “accompagnamento” a chi decide di lavorare negli Emirati Arabi. Che tipologia di imprenditori arriva da lei?
Moltissimi giovani, i più dedicati al commercio on line.
Qualcuno dal nostro territorio?
Un imprenditore altoatesino con il commercio della frutta.
Il made in Italy rimane sempre molto amato?
Per loro il nostro Paese è una eccellenza, la richiesta dei prodotti di design è enorme.
Ho letto che il costo della vita negli Emirati per chi vuole andarci, deve partire da almeno 4 mila euro al mese.
Il costo della vita e più alto di quello Trentino, è in linea con Milano ed è inferiore a Londra. Un amico paga 900 euro di affitto per un appartamento di 1 stanza da letto, 2 bagni, e un open space con cucina arredata più una grande terrazza. I taxi costano molto poco e la benzina è a 45 centesimi al litro.
E le donne?
A Dubai le donne sono molto rispettate, sono loro le titolari della famiglia.
Eppure Amnesty International nel suo rapporto denuncia violazione di diritti umani, discriminazione nei confronti delle donne e sfruttamento dei lavoratori immigrati...
Sui lavoratori è vero ma per quel che riguarda le donne io la vivo diversamente. A Dubai la sicurezza è davvero reale, non c'è quasi delinquenza. Alle 2 di notte una donna può passeggiare senza problemi. Inoltre per le donne il velo è una libertà di scelta.
Anche in Arabia Saudita?
In Arabia mi vesto rispettosa dei loro costumi, maniche lunghe e gambe coperte.
Contatti con gli italiani del posto?
Certo c'è il gruppo “Veneti a Dubai” e un altro di donne: ci scambiamo informazioni e consigli. Talvolta ci troviamo per una pizza. C'è un locale, il GolosoItalia, dove al venerdì mattina si fatica a trovare posto per l'ottimo cappuccino e paste alla crema.
Progetti futuri?
Quando mi ritirerò tornerò sicuramente a Rovereto.
Cosa le manca della nostra città?
Le passeggiate, stamani alle 6,30 giravo per il centro storico. Mi vedo a camminare con i miei cani al bosco della città...
Quando qualcuno a Dubai le chiede di descrivere Rovereto cosa racconta?
Parlo di un luogo dove c'è un forte sento di solidarietà, di comunità, di protezione. Chi non verrebbe a vivere a Rovereto?