La Storia

Quattro pagine dal passato: ritrovata l’ultima lettera di un alpino disperso in Russia

Ritrovata nell’archivio della Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, la lettera del 1943 ha permesso alla nipote Gisella di ricostruire un legame con lo zio mai conosciuto, disperso durante la campagna di Russia



Quattro pagine ingiallite indirizzate alla zia, di una grafia fine e ordinata: è l'ultima lettera scritta dall'alpino Matteo Gallesio, classe 1917. La nipote Gisella ne ha ricevuto una scansione lo scorso 16 giugno nell'archivio della Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, grazie anche al supporto degli operatori del servizio Restoring Family Links (Rfl) del comitato di Cuneo della Croce Rossa Italiana. A loro si era rivolta, nell'aprile di quest'anno, per cercare informazioni o ricordi legati allo zio che non aveva mai conosciuto se non attraverso i racconti del padre.

I volontari si sono attivati e così ha fatto la Fondazione Nuto Revelli che custodisce, in quella che era la casa dello scrittore cuneese, l'archivio con la documentazione della campagna di Russia e le lettere di molti alpini dal fronte. Da uno straccivendolo cuneese Revelli aveva acquistato circa 4mila lettere dei 'presenti alle bandiere', la pratica amministrativa attraverso cui le famiglie di caduti e dispersi, consegnando l'ultima lettera del loro congiunto, ricevevano un assegno mensile, un corrispettivo di anticipo delle pensioni di guerra.

Queste lettere venivano poi destinate al macero dal distretto militare. È in questi fascicoli che è stata ritrovata anche la lettera originale dell'alpino Matteo Gallesio. La lettera è datata 10 gennaio 1943 e riporta in chiusura i saluti da rivolgere alla famiglia. Nato a Fossano, Gallesio aveva prestato servizio anche sul fronte occidentale, su quello greco-albanese e su quello italo-jugoslavo, fino ad arrivare in Russia nell'agosto del 1942 con la Divisione Alpina Cuneense.













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