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Provincia, il tavolo per la questione “casa”, le azioni di Piazza Dante, l’insoddisfazione dei sindacati: l’esito dell’incontro

La provincia ha annunciato tre bandi da mezzo milione l’uno per recuperare gli alloggi, con un censimento delle case Itea che abbiano bisogno di interventi, come anche un contributo per il canone di affitto: tanti gli interventi, i sindacati chiedono “più azioni concrete e meno promesse”



TRENTO. E’ stata presentata la strategia provinciale per le politiche sulla casa al Comitato provinciale sulla condizione abitativa, nell'ambito del secondo incontro dalla sua costituzione. Il tavolo, presieduto dall'assessore alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell'Autonomia Simone Marchiori, si è riunito stamattina presso il palazzo sede di Piazza Dante.

L'assessore ha illustrato in dettaglio le principali linee di sviluppo per gestire responsabilmente il futuro del territorio nella sfida dell'abitare. Dalla valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico, riguardo al quale a breve saranno bandite tre gare da 500 mila euro ciascuna per il recupero degli alloggi, accompagnate da un censimento puntuale di tutti gli immobili Itea che necessitano di interventi, fino agli interventi dei grandi cantieri e al contributo al canone di affitto sul libero mercato. Si punta comunque ad una revisione della legge sulla casa e in genere della disciplina di formazione delle graduatorie, con l'obiettivo di innovare l'impianto rispetto ai bisogni delle famiglie trentine, rendendo maggiormente veloci i tempi di assegnazione degli alloggi e cercando di far combaciare meglio le caratteristiche dei nuclei familiari con quelle delle abitazioni.

Sull'analisi e il monitoraggio delle riforme stanno conducendo un'indagine Euricse e Irvapp. Per quanto riguarda la cosiddetta "fascia grigia", nella quale rientra chi non possiede i requisiti per accedere all'edilizia residenziale pubblica, la strategia prevede una pluralità di interventi, tra i quali un programma di housing sociale con 30mila metri quadri di nuovi alloggi per recuperare come aree abitative aree dismesse, basandosi sul caposaldo di un consumo zero di suolo.

A questo si affiancano gli incentivi attraverso cooperative edilizie e soluzioni per i bisogni abitativi dei lavoratori. Un altro punto importante della strategia riguarda la necessità di sviluppare, anche attraverso sperimentazioni, un'offerta abitativa fondata sui principi della sostenibilità, della coesione sociale e territoriale, destinata a specifiche categorie di destinatari (giovani, anziani, lavoratori).

La Provincia sta valutando la possibilità di rendere strutturali le misure di sostegno per acquisto e ristrutturazione, favorendo i percorsi di autonomia e di progetto di vita delle giovani famiglie e promuovendo strategie di ripopolamento delle valli. Domani è previsto un incontro con la Giunta del Consiglio Autonomie Locali (CAL) per proseguire questo percorso anche con il coinvolgimento degli amministratori locali.

Dura la risposta dei sindacati presenti, Cisl, Cgil e Uil: “Fino a questo momento sulla casa dalla Giunta provinciale sono arrivate solo promesse, attendiamo azioni concrete”. “L'ulteriore stanziamento di risorse per 1,5 milioni di euro destinati alla ristrutturazione delle case Itea che oggi sono sono in condizioni di essere rese disponibili è un passo avanti, ma non sufficiente”, hanno commentano Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti

“L'esplosione delle richieste di sostegno all'affitto è l'ennesimo campanello dall'allarme dell'emergenza abitativa. Chiediamo un piano straordinario decennale per realizzare nuovi alloggi a canone sociale e ci attendiamo una prima assunzione d'impegno con il prossimo assestamento di bilancio”, hanno proseguito poi, parlando dell’emergenza abitativa che sarebbe in corso a Trento.

Parlando invece degli affitti a breve termine, sono state richieste misure per incentivare gli affitti residenziali, "In molte località turistiche lavoratrici e lavoratori fanno estrema fatica a trovare un appartamento. E' tempo di cambiare le regole".

Allo stesso tempo le tre confederazioni sono tornate sulla richiesta di attivare il fondo per la morosità incolpevole e hanno sollecitato la costituzione di un fondo di garanzia per l'affitto dei privati con garanzia di enti e privati per il progetto LocAzione.

Nell'incontro si è discusso anche di sfratti. "Molti inquilini Itea si sono trovati nelle condizioni di non poter pagare le spese condominiali con l'esplosione dei costi energetici e oggi rischiano di restare senza casa. Apprezziamo la proposta di una maxi rateizzazione del debito, ma da sola non basta. Vogliamo che la Provincia si assuma l'impegno di verificare se ci sono state irregolarità nei contratti di fornitura con COMAT e, se così fosse, che Itea si assuma le responsabilità che le spettano".

Infine la questione politica. Cgil Cisl Uil, coerentemente con quanto sostenuto fino ad oggi, hanno chiesto all'assessore Marchiori di voltare pagina sui requisiti di accesso alle case Itea, superando il criterio incostituzionale dei dieci anni per ristabilire requisiti equi e non discriminatori













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