DOLOMITI

Piz Boè, due turisti si ritrovano per sbaglio sulla ferrata: recuperati in elicottero

I due, un uomo e una donna polacchi, privi di kit da ferrata, ieri avevano imboccato al contrario la via Piazzetta, che sale dal Pordoi, ma sono rimasti incrodati poco dopo. Sabato, sopra il passo Giau, un altro dei numerosi episodi simili: una coppia di giovani spagnoli si è incamminata alle 17 dal valico, perdendo il sentiero e finendo paralizzata sulla parete rocciosa della Ra Gusela: anche in questo caso è intervenuto l'elisoccorso
Smarriti fuori sentiero, sfiniti o nel buio: sempre più escursionisti in difficoltà

 



Momenti drammatici ed ennesimo intervento di soccorso, ieri pomeriggio, nella zona del Pordoi, presso il crocevia in cui si toccano i confini delle tre province di Belluno, Bolzano e Trento.

Una coppia di escursionisti polacchi, dopo essere saliti probabilmente sul sentiero fino al Piz Boè (quota 3.152, dove si trova anche il rifugio Capanna Fassa), hanno imboccato per errore, sulla via di discesa la via ferrata Piazzetta, che sale dal versante meridionale del massiccio, e qui sono rimasti incrodati poco dopo. Erano privi di casco e imbrago da percorso attrezzato.

«Alle 17 circa - scrive il Soccorso alpino bellunese - la centrale del 118 è stata contattata da due escursionisti polacchi, bloccati nella parte alta della ferrata Piazzetta, con la donna che lamentava un dolore al ginocchio ed era preda di una crisi di panico.

Risaliti alle coordinate, dopo aver fatto campo base al Passo Pordoi, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è salito di quota fino a individuarli a circa 2.800 metri di altitudine.

Scesi nelle vicinanze, tecnico di elisoccorso e medico li hanno raggiunti e hanno appurato che entrambi si trovavano senza caschetto e kit da ferrata.

Scendendo dal Piz Boè, la coppia, sbagliando, aveva infatti preso la ferrata al contrario ed era stata costretta a fermarsi poco dopo. Messi in sicurezza, i due escursionisti, lei di 50 anni, lui di 55, sono stati issati a bordo con il verricello.

L'uomo è stato lasciato al passo, dove aveva la macchina, la donna è stata trasportata all'ospedale di Agordo per accertamenti».

Un episodio altrettanto se non più allarmante è avvenuto sabato scorso, sulle cime sopra al passo Giau: una coppia di giovani turisti spagnoli si è incamminata alle 17 dal valico, per finire inspiegabilmente, con l'oscurità, abbarbicata sulla parete rocciosa della Ra Gusela, gruppo del Nuvolau, impossibilitata sia a proseguire sia a tornare indietro.

L'ipotesi è che i due avessero scambiato un canalino roccioso per un sentiero, fino a trovarsi sostanzialmente aggrappati alle rocce e a dover lanciare l'allarme, come spiega il Soccorso alpino nel comunicato che segue cui erano allegate le due foto dell'intervento.

«Si è concluso a tarda notte il recupero di una coppia di escursionisti, incrodati in posizione precaria a circa 2.400 metri sulla parete della Ra Gusela, sopra passo Giau.

Ieri sera verso le 21.40 il Soccorso alpino di Alleghe - Val Fiorentina è stato attivato dalla Centrale del 118: due escursionisti erano bloccati in un punto imprecisato, lontano dai sentieri e dalla via normale di salita.

Quando le squadre si sono portate sul posto e, tramite le coordinate hanno rintracciato il punto in cui si trovavano i due ragazzi spagnoli, un 27enne e una 24enne, è stata subito evidente la necessità di un intervento veloce, data la lunga tempistica richiesta per un eventuale avvicinamento a piedi delle squadre e le condizioni in cui si trovava la coppia.

È quindi decollato l'elicottero di Treviso emergenza che, dopo aver fatto campo base al passo, è salito di quota individuando i due, poco distanti dal tracciato di una via alpinistica: erano a circa 15 metri l'uno dall'altra, la ragazza, in preda al panico, aggrappata con le mani alla roccia, immobile su uno stretto terrazzino, il ragazzo in un punto leggermente meno pericoloso.

Calato con il verricello, il tecnico di elisoccorso ha issato a bordo prima lei, trasportata al passo, per poi tornare a prendere il compagno in una seconda rotazione. I due ragazzi sono stati controllati dall'equipe medica e accolti all'interno del Rifugio aperto gentilmente dal gestore. Poiché presentavano principi di ipotermia, entrambi sono stati trasportati per accertamenti all'ospedale di Cortina.

Da una prima ipotesi la coppia, con abbigliamento e calzature non adeguate e senza luci, era partita alle 17 e aveva imboccato erroneamente un canalone privo di sentieri, ritrovandosi incrodata senza possibilità di movimento. L'eliambulanza e le squadre sono rientrate all'una e mezza».













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