Orsi sul Bondone, nuova ordinanza: multe fino a 534 euro per i rifiuti
Dopo le ripetute segnalazioni il Comune interviene per evitare che i rifiuti attirino gli animali selvatici. Contenitori fuori solo al mattino e altre 37 protezioni in arrivo.
TRENTO. Le ripetute segnalazioni sulla presenza dell’orso bruno sul Monte Bondone spingono il Comune a cambiare temporaneamente le regole per la raccolta dell’organico. Il sindaco Franco Ianeselli ha firmato un’ordinanza che vieta di esporre durante la notte i contenitori dei rifiuti organici, sia su suolo pubblico sia su quello privato. L’obiettivo è evitare che gli scarti alimentari diventino una fonte di attrazione per gli animali selvatici.
Il provvedimento, adottato dopo aver sentito il Servizio Faunistico della Provincia e il gestore Dolomiti Ambiente, stabilisce che i contenitori possano essere portati all’esterno esclusivamente la mattina del giorno previsto per la raccolta. A Sardagna, Sopramonte, Cadine, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone l’esposizione è consentita tra le 6 e le 6.30, mentre a Candriai, Vaneze, Norge, Vason e Viote tra le 6 e le 7.
Dopo lo svuotamento, i cassonetti dovranno essere ritirati rapidamente e custoditi in locali chiusi e non accessibili alla fauna selvatica fino alla successiva giornata di raccolta. Per chi non rispetta l’ordinanza sono previste sanzioni amministrative da 89 a 534 euro, con possibilità di pagamento in misura ridotta entro 60 giorni dalla contestazione.
Il Comune ricorda inoltre che su tutto il territorio di Trento è vietato lasciare rifiuti organici alla portata della fauna selvatica, soprattutto vicino ad abitazioni, ristoranti e punti di ristoro prossimi ai boschi. Nelle circoscrizioni di Sardagna e Bondone, a Sopramonte, Candriai e all’inizio dell’abitato di Vaneze, sono già presenti 30 sistemi di protezione dei cassonetti stradali.
A breve saranno installate altre 37 protezioni nelle zone più in quota, fino a Vason. Si tratta di robusti gusci in acciaio ancorati a basi in cemento armato e progettati per resistere ai tentativi di apertura da parte di orsi e altri animali selvatici. L’intervento è finanziato con un contributo provinciale e realizzato da Dolomiti Ambiente.