Comune di Novella Cia ripete: indietro  non si può tornare

Revò. Una delegazione di rappresentanti dei Comuni di Revò, Cagnò e Brez contrari alla fusione con Romallo e Cloz è stata accolta a Trento dall’assessore regionale agli enti locali Claudio Cia, con...



Revò. Una delegazione di rappresentanti dei Comuni di Revò, Cagnò e Brez contrari alla fusione con Romallo e Cloz è stata accolta a Trento dall’assessore regionale agli enti locali Claudio Cia, con la presenza del presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder e del consigliere provinciale Alessandro Savoi, membro dell'Ufficio di presidenza del consiglio regionale. Negli scorsi giorni Cia aveva già chiarito che tecnicamente la fusione c’è già stata, con il sì nel referendum del 22 maggio 2016 da parte della maggioranza dei cittadini in tutti i comuni interessati e che margini discrezionali per intervenire non ce ne sono. La delegazione gli ha comunque consegnato le firme raccolte in queste settimane, 930, per chiedere ai rispettivi consigli comunali di “annullare la fusione del futuro Comune Novella, proponendo eventualmente un nuovo referendum”.

Perché muoversi adesso contro la fusione? Per i rappresentanti arrivati in Regione, tra i quali Stefano Iori e Tommaso Iori di Revò, Daniele Gilli e Franco Rauzi di Brez, con la politica precedente sarebbe stato inutile venire a Trento, mentre adesso la sensibilità è cambiata, come dimostra lo stop all’obbligo delle gestioni associate. Cia ha tenuto subito a precisare, per non creare illusioni, che come assessore deve attenersi alle norme e che il percorso che è stato fatto è comunque formalmente corretto. Ha ricordato che la richiesta di indizione del referendum che ha portato alla fusione è stata avanzata dagli stessi consigli comunali alla giunta regionale e ha seguito un lungo e articolato iter concluso con il voto popolare. Non è previsto che in questa fase si possa tornare indietro e inoltre, anche potesse essere approvata domani una norma che lo preveda, superando le contrarietà in consiglio regionale, non potrebbe essere certo retroattiva. Per quanto riguarda lo stop all’obbligo delle gestioni associate, ha precisato che in quel caso si tratta di una norma provinciale, dove la maggioranza è garantita dall’attuale compagine di governo, cosa non scontata invece nel consiglio regionale dove è presente una maggioranza diversa. Tra le opzioni messe sul tavolo, tentare un percorso in senso contrario a quello fatto per arrivare a fusione, ovvero adottando in tutti i consigli comunali una delibera con la quale si chiede alla giunta regionale l’indizione di un referendum consultivo per interrompere la fusione, ma si tratta di pure ipotesi teoriche, nella consapevolezza che questa via non è prevista dalle norme. Un’altra opzione è di prepararsi alle elezioni del nuovo Comune di Novella con un gruppo che porti in programma il ritorno indietro.













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