ciclismo

Moser: “Ganna? Fra 2 anni può battere il record dell'ora”

Il campione trentino: “Ha un grande futuro, anche se sarà difficile per lui vincere un grande giro”

ROMA. Filippo Ganna da ieri (19 settembre 2021) è entrato di diritto nella leggenda del ciclismo italiano, centrando il secondo titolo mondiale nella cronometro in linea Elite.

Un exploit senza precedenti, che apre nuovi scenari futuri per il piemontese di Verbania e crea i presupposti per altre imprese indelebili nella storia dello sport italiano. Come ad esempio l'assalto al record dell'ora che, per i colori italiani, risultò vincente nel 1935 grazie a Giuseppe Olmo; nel 1942, con il mitico Fausto Coppi; nel 1956, con Ercole Baldini; nel 1984, per ben due volte in pochi giorni, con Francesco Moser.

"Ci provai a Città del Messico, a oltre 2 mila metri, e fu un successo - ricorda l'ex campione trentino - peccato che oggi quella pista non esista più". Filippo Ganna, secondo Moser, è destinato a rivivere certe esperienze esaltanti: come l'assalto al primato dell'ora, ad esempio.

"Rispetto a me - spiega Moser all’agenzia Ansa - Ganna ha un fisico diverso: lui è più grande e, forse, a cronometro va pure più forte di come andavo io. Magari su strada può avere maggiori difficoltà, visto che pesa più di 80 chili. Può però attaccare, e battere, fra uno o magari due anni, il record dell'ora. Ha ancora margini di crescita, ma deve sapersi gestire. Può andare più forte".

C'è chi lo indica come il futuro del ciclismo italiano nelle classiche del nord. "Si, vero: tutti parlano anche della 'Roubaix' e di altre grandi classiche - aggiunge Moser, che la Parigi-Roubaux l'ha vinta tre volte di fila, fra il 1978 e il 1980 -; vediamo quale sarà il suo programma, prima dovrà fare un po' di fondo. Ieri, però, la crono era lunga: hanno pedalato per quasi 50', dunque non siamo lontani dall'ora. Si può fare. Il record dell'ora è una cronometro, anche se parliamo di una corsa diversa, perché tutto si svolge in pista. Però, Ganna con la pista ci sa fare: ne ha vinti di titoli anche lì. Gli consiglierei di andare a provare il record dell'ora in quota, perché l'ultimo che è riuscito a batterlo (il belga Victor Campenaerts ad aprile 2019, ndr) fece il tentativo sulla pista di Aguascalientes, in Messico, a quasi 2 mila metri d'altezza. Per fare il record dell'ora serve una pista scorrevole, adeguata, non solo l'aria rarefatta. Una pista ci sarebbe anche a Bogotà, che è anche più alta, ma non favorisce determinate prestazioni. Quando decidono, di sicuro cercheranno il posto migliore". Anche sulla strada 'Top Ganna' è stato implacabile.

"Potrebbe avere delle chance nelle classiche del nord, dal momento che ha già vinto la Parigi-Roubaix dei dilettanti – fa notare Moser - Difficile che possa vincere un grande giro, anche se dipenderà dal percorso. Adesso la tendenza è quella di mettere tante salite nelle corse a tappe; è vero che l'anno scorso vinse sulla Sila, ma in un grande giro di salite ce ne sono tante". Resta il fatto che "Ganna - ammette Moser - ha un grande futuro e questa è davvero una bella notizia per il ciclismo italiano. Uno come Filippo in questo momento non ce l'ha nessuno".