LO STUDIO

«Zambana vecchia rinasca con la funivia» 

Zambana e Fai, Comunità dell’Altopiano e Paganella 2001 d’accordo nell’affidare lo studio di sostenibilità. Tasin in Provincia

di Daniele Erler

ZAMBANA. Il sogno è di riavere la funivia che da Zambana vecchia portava fino alla Paganella. E far rinascere l’antico borgo, dargli nuova linfa, farlo diventare insomma un paese vivo e popolato. «Il “paese degli asparagi”, ma non solo», dice il sindaco Renato Tasin.

In questi giorni sarà firmata una convenzione fra il Comune di Zambana, quello di Fai della Paganella, la comunità di valle dell’altopiano e la spa Paganella 2001 che gestisce le piste da sci.

L’idea è di affidare a un professionista l’incarico per uno studio di sostenibilità, che una volta per tutte metta sul banco qualche certezza. Che dia insomma le prove di quello che a Zambana sostengono, in maniera pressoché bipartisan, da tempo: che la funivia potrà essere un modo per rilanciare l’economia locale e creare nuovo indotto.

Se così fosse, avere uno studio di sostenibilità già pronto sarebbe il modo migliore per chiedere un finanziamento in Provincia. Ma è solo un aspetto di un progetto più ampio che mira a portare alla rinascita Zambana vecchia, 62 anni dopo la terribile frana che ne ha sancito l’abbandono.

Ieri il sindaco Tasin era a Trento per discutere con gli uffici provinciali della variante al piano regolatore per Zambana vecchia, già adottata dal consiglio comunale nei mesi scorsi. Il Comune ha 120 giorni di tempo per adeguare alcuni dettagli, ma il piano regolatore nella sua impostazione generale ha già avuto il benestare dei tecnici. Servirà quindi l’approvazione della nuova giunta provinciale. L’intento è di rispondere alle richieste dei cittadini che volevano, in cartografia, una maggiore frammentazione dei lotti. L’effetto pratico sarà che si potranno avviare procedure di lottizzazione più piccole, senza la difficoltà di mettere d’accordo troppi proprietari.

«L’anno prossimo io credo che si potrà riniziare a costruire a Zambana vecchia», dice il sindaco. Ma non vuole prendersi tutti i meriti, perché la rinascita dell’antico borgo - sostiene Tasin - «è il frutto di anni di lavori, portati avanti da tutte le amministrazioni». Varie opere di urbanizzazione, il restauro della chiesa e la sistemazione dell’acquedotto, giusto per fare qualche esempio. E poi diverse feste ed eventi organizzati dalla pro loco proprio a Zambana vecchia, per farne capire il potenziale turistico e culturale. Il prossimo è nel weekend: si chiama “Antiche terre” e coinvolge anche Nave San Rocco. Alcuni piccoli artigiani hanno già iniziato a investire su Zambana vecchia e alcuni agricoltori non se ne sono mai andati. «La volontà è di puntare su turismo, enogastronomia e sui percorsi ciclopedonali - dice Tasin - vogliamo valorizzare la chiesa e far sì che questa diventi la patria dell’asparago. Ma soprattutto che non sia più solo un paese di passaggio, ma che sia vivibile». Una nuova funivia verso Fai, come quella che qui è rimasta aperta per trent’anni dal 1925, farebbe la differenza.