il reportage

Lavarone, giovani in fuga. «Servono nuovi residenti»

Popolazione costante, ma sempre meno bambini


ASTRID PANIZZA BERTOLINI


LAVARONE. Lavarone è un paesino immerso nel verde degli Altipiani Cimbri, celebre per il suo laghetto alpino in cui d’estate si fa il bagno e d’inverno si pattina, ma dall’anno scorso famoso anche per il “Drago Vaia”, che dalla frazione di Magrè domina il paese.

Un insieme di case che, secondo i dati provvisori Ispat 2022, conta 1201 abitanti, con un’età media di 47,6 anni, quasi uno in meno rispetto al dato che fa riferimento all’insieme dei comuni dell’Alpe Cimbra, 48,3, ma due in più rispetto ai dati provinciali (45,2 età media in provincia di Trento, dati Ispat 2021).

Rispetto ai singoli dati delle altre Valli del Trentino, quindi, sugli Altipiani Cimbri la popolazione risulta essere la più anziana. Vent’anni fa, nel 2002, la situazione era diversa. All’epoca a Lavarone l’età media toccava appena i 44 anni, l’incremento, quindi, è stato lento e graduale, così come è aumentata però la popolazione. Se si prende in considerazione il numero di residenti secondo la tabella Istat del 2002, infatti, Lavarone risulta essere un paese di poco più di mille abitanti (1083), più di cento in meno rispetto ad oggi.

Ma in questo paesino di montagna, quindi, si fanno tanti figli? A dire il vero no, il dato di natalità si è sempre attestato sotto i 10 negli ultimi dieci anni, a parte nel 2021 che ci sono stati 13 nuovi nati. I decessi invece, dal 2014 al 2018 sono stati più del doppio dei nati. Un lento ricambio generazionale, quindi, che fa di Lavarone un paese a maggioranza di anziani. La fascia d’età che comprende più residenti, va da sé, è quella dai 50 ai 70 anni, che comprende più di 500 persone, ovvero quasi il 50% del totale della popolazione.

Il paese quindi, guardando ai numeri non sta subendo uno spopolamento dato dall’accentramento nelle città più urbanizzate, ma sta invecchiando inesorabilmente. «Mi preoccupa molto l’età avanzata del nostro paese. - dichiara il sindaco di Lavarone Isacco Corradi - La verità è che sono state fatte politiche sbagliate sulla montagna in passato, che hanno incentivato lo spostamento in città. Per accelerare il trend di crescita qui, l’unica maniera è attrarre gente adulta disposta a rimanere». Secondo il sindaco, infatti, è normale che i giovani si trasferiscano in città o addirittura all’estero durante il periodo degli studi universitari, ed è capibile anche che, una volta finiti gli studi, decidano di non tornare sulla montagna.

« Penso che non si possa forzare i giovani a rimanere - continua Corradi - ma si deve invece invogliare chi vuole lavorare e vivere qui, puntando soprattutto alle nuove possibilità lavorative in modalità telematica che con l’avvento del Coronavirus hanno visto un’accelerazione in tal senso». Di persone che si sono trasferite a Lavarone ce ne sono già state parecchie, anche prima del periodo di lockdown. Considerando, infatti, i dati Ispat degli ultimi dieci anni inerenti ai flussi migratori, salta all’occhio l’altissimo numero di residenti iscritti a Lavarone nell’anno 2017, 67 persone, di cui 41 da altri comuni e 26 dall’estero, mentre i cancellati dall’anagrafe in quell’anno sono stati 18. L’ultimo dato a disposizione per quanto riguarda i nuovi residenti è del 2021, quando si è registrato un saldo migratorio che sfiora lo zero, con 42 nuovi iscritti e 41 cancellati.

Per Lisa Monardo, consigliere con delega alle politiche giovanili, cultura, istituzione e volontariato del paese, a Lavarone c’è stato un costante aumento di popolazione, così come dell’età dei residenti, perché spesso, chi ha una seconda casa, decide di trasferirsi una volta raggiunta l’età pensionabile. «Durante e dopo la pandemia però – continua la consigliera - abbiamo apprezzato una crescita di famiglie con bambini che hanno deciso di spostarsi qui perché stare in montagna è diverso da rimanere in città. Una famiglia è arrivata addirittura dagli Stati Uniti perché hanno avuto la possibilità di lavorare a distanza. Sono rimasti solo durante l’anno di pandemia, però per noi è un grande passo verso l’attrattività necessaria di cui abbiamo bisogno per crescere».

Secondo il sindaco è proprio questo il trend da incentivare: «Per poter sfruttare e migliorare i servizi è necessario aumentare numericamente, idealmente dovremmo raggiungere i 2000 abitanti così da poter ricevere più contributi, ma ad oggi siamo ancora lontani» ammette Corradi.

















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