l’intervista

Lavare la macchina a secco e a domicilio: l’idea di Youssef Naim

L'imprenditore risiede a Cles: «La gente mi chiama da Bolzano a Trento, ma a 50 centesimi al chilometro arrivo dovunque»


di Daniele Peretti


CLES. Lavare la macchina a secco e al proprio domicilio ora si può. L’idea è di Youssef Naib che dal primo gennaio ha aperto una ditta individuale, attrezzato un furgone e utilizzando una decina di prodotti specifici raggiunge il cliente dove vuole e procede al lavaggio sia interno che esterno del mezzo. Una proposta che ha avuto un ottimo riscontro e così Car Wash è diventata una concreta alternativa al lavoro di falegname verniciatore che Youssef Naim faceva prima: “Un lavoro che non si può fare per molti anni e quando mi sono reso conto che cominciavo a stare male ho deciso di cambiare.”

Giusto, ma l’idea del lavaggio a secco a domicilio come le è venuta? “A Parigi dove mi sono trasferito una decina d’anni per raggiungere la mia famiglia. In Francia è una proposta abbastanza diffusa, ho lavorato in una ditta che faceva questa attività e così ho imparato oltre al lavoro in se stesso anche la scelta dei prodotti”.

Davvero nel tempo di un aperitivo lei riesce a lavare la macchina? “Dipende dalle condizioni e se si tratta di un lavaggio completo o meno. Diciamo che mediamente nel tempo di un pasto al ristorante la vettura è pronta.”

Una prestazione richiesta? “La gente mi chiama da Bolzano a Trento, ma a 50 centesimi al chilometro arrivo dovunque, a questa spesa si aggiunge quella del lavaggio vero e proprio.”

Oltre alle macchine anche. “Beh tutto quanto può avere bisogno di essere pulito come moquette, tappeti o divani”.

E’ nato a Casablanca: “Sono rimasto in Marocco fino ai 18 anni dove ho studiato presso Université Hassan II Casablanca. Nel 1998 ho deciso di venire in Italia per raggiungere la mia famiglia. Sono arrivato a Cles ed ho trovato lavoro come falegname verniciatore in Val di Sole. Nel frattempo i miei hanno deciso di andare a Parigi e così nel 2010 li ho raggiunti e sono rimasto a Parigi fino al 2021, poi quando ho avuto la convinzione di aver trovato un lavoro che avrei potuto fare anche in Italia sono tornato. Alcuni mesi per prepararmi al meglio e poi a gennaio di quest’anno ho aperto la partita Iva e mi sono dedicato a questo lavoro”.













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