CRIMINALITà

In Trentino un forte calo dei delitti denunciati: siamo tra le province più sicure d’Italia

Nella classifica Milano svetta come il territorio con più furti rilevati ogni 100mila abitanti. Bolzano sta peggio di noi: 74° posto



TRENTO. Non sarà un’isola felice, ma la Provincia di Trento si conferma una delle più sicure d’Italia. Così come viene confermata, alla lettura dei dati, una certa distanza tra la realtà dei fatti e la percezione di insicurezza che spesso emerge.

I dati sono quelli dell'Indice della criminalità 2022 elaborato dal Sole 24 Ore, che misura gli episodi di criminalità denunciati ogni mille abitanti.

Ebbene, se tra le 107 province italiane Milano svetta come il territorio con più furti rilevati ogni 100mila abitanti, Trento può vantare una posizione molto rassicurante: è infatti al 100° posto, un totale di 12.359 delitti denunciati nel corso del 2021, pari a 2.279,6 casi ogni 100mila abitanti e un calo del 16,8% rispetto al 2019 (pre-pandemia), uno dei più consistenti registrati su tutto il territorio nazionale.

Meglio di noi stanno solo le province di Treviso, Benevento, Potenza, L’Aquila, Podenone e Oristano.

A livello nazionale, a influenzare il trend delle denunce rilevate dalle forze di Polizia nel corso del 2021 sono i flussi turistici anche nella seconda provincia classificata, Rimini, dove - anche qui - sono i furti la tipologia di reato più denunciata, come a Milano. Seguono per densità di crimini le altre grandi città: tra le prime dieci classificate si incontrano - oltre a Milano - anche Torino (3ª), Bologna (4ª), Roma (5ª), Firenze (7ª) e Napoli (10ª). La geografia dei reati 2021 conferma, poi, una serie di scenari ormai consolidati: Milano capitale dei furti in generale davanti a Rimini e Roma; Barletta in cima alla classifica di quelli d'auto; Napoli prima per furti con strappo e di motocicli, ma anche di contrabbando. E, ancora: Gorizia in cima alla classifica delle truffe e delle frodi informatiche, Vibo Valentia prima per minacce.

Emergono però una serie di novità come il primato di La Spezia nei reati legati agli stupefacenti - incluso lo spaccio - e quello di Matera sul fronte delle denunce di incendi. Enna sostituisce Caltanissetta in cima alla classifica degli omicidi volontari - ed è seguita da Aosta - mentre Biella e Ragusa vestono la maglia nera per, rispettivamente, estorsioni e usura.

Trento è particolarmente virtuosa sul fronte dei furti d’auto (32 nel 2021, 5,9 ogni 100mila abitanti) per i quali è al 103° posto, e per il reato di minacce (105° posto). Le cose vanno meno bene a Bolzano, la cui provincia si classifica al 74° posto assoluto, con 14.581 delitti denunciati nel corso del 2021, pari a 2.721,5 casi ogni 100mila abitanti e un calo del 3,5% rispetto al 2019. Pesa, sull’Alto Adige, l’incidenza delle rapine a esercizi commerciali: i 51 casi registrati nel 2021 (9,52 ogni 100mila abitanti) valgono il 5° posto nella classifica di questa fattispecie di reato, alle spalle di città grandi come Torino, Milano, Bologna e Roma. La mappa dei delitti commessi e denunciati, fornita anche quest'anno dal dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno, conferma comunque il trend in calo dei reati: confrontando i dati 2021 con quelli del 2019, prima della pandemia, si registra una diminuzione generalizzata in termini quantitativi degli illeciti. E l'andamento è confermato in tutte le aree metropolitane: Milano, per esempio, ha messo a segno un -11,8%, mentre Roma è a -6,8%;  Firenze, Venezia e Bologna sono le grandi città con la flessione più marcata, pari al -24,6%, -17,8% e -15,3 per cento.

Alcuni territori però vanno controcorrente: mentre quasi tutte le province segnano un calo generalizzato dei reati denunciati rispetto al periodo pre-Covid, sono una decina quelle da cui emergono segnali di allarme. Piacenza e Isernia, per esempio, nel 2021 hanno registrato entrambe un incremento della criminalità rispetto al 2019. A Piacenza e provincia i reati denunciati sono saliti dell'11,7%, attestandosi poco sotto le 10mila denunce. Tra i primati negativi della provincia emiliana spiccano quello per le rapine in casa e quello per gli omicidi stradali (2ª). Ma il territorio risulta essere tra i peggiori d'Italia anche per le violenze sessuali e le violenze sessuali su minori di 14 anni (11ª). Isernia, invece, che è a metà (49ª) della classifica generale dei reati denunciati in rapporto alla popolazione, nel 2021 ha registrato reati in crescita dell'8,8% sul 2019.

Proprio come per Piacenza, sul conto della provincia molisana pesano gli omicidi stradali, ai quali si aggiungono le associazioni per delinquere e gli incendi (2ª).

















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