Tradizione

“Il patrimonio che vive”: a Trento due giorni dedicati alla cultura immateriale

L'iniziativa, viva anche a livello nazionale, mira alla protezione dei patrimoni "immateriali". Quell'intangibile, eppure centrale, parte della comunità che riesce nell'esprimere tradizioni, saperi, lingue: a Trento, il palcoscenico è stato quello del Buonconsiglio, dove si sono aperti i lavori alla presenza di Monica Viola, presidente Federazione trentina Pro Loco ed Antonino La Spina, presidente Fondazione Pro Loco Italia 



E’ iniziato questa mattina, sabato 15 novembre, l’evento “Il patrimonio che vive”, organizzato da Federazione trentina Pro Loco e Fondazione Pro Loco Italia, iniziativa che accende un faro sui patrimoni culturali immateriali, cioè quel vasto insieme di espressioni della cultura locale (tradizioni, saperi, lingue locali…) che sono portati avanti dalle comunità. Nella cornice della sala delle Marangonerie del Castello del Buonconsiglio, i lavori si sono aperti questa mattina, 15 novembre, con il benvenuto degli organizzatori, Monica Viola, presidente Federazione trentina Pro Loco ed Antonino La Spina, presidente Fondazione Pro Loco Italia. 

“Il Patrimonio che vive organizzato a Trento é stato un momento proficuo di confronto con istituzioni, aziende e soprattutto un modo per raccontare e valorizzare ancora una volta il grande lavoro che le Pro Loco fanno sui territori. Il Censimento del Patrimonio Culturale Immateriale e il portale Radici Culturali, progetti di punta della Fondazione Pro Loco Italia, presentati nella mattinata, sono la dimostrazione concreta di come la cultura popolare e le tradizioni possano essere un motore di sviluppo sostenibile”, ha commentato La Spina.

Monica Viola, presidente Federazione trentina Pro Loco ha aggiunto: “E’ stato un orgoglio come Federazione pro loco di ospitare questo appuntamento, siamo soddisfatti di essere riusciti ad ospitare un evento con relatori di questo livello che hanno portato stimoli che sicuramente arricchiranno le motivazioni del nostro fare”. Parole di encomio nei saluti delle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa, a partire dalla Regione, alla Provincia di Trento, al Consiglio provinciale ed al Comune di Trento.

Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore Roberto Failoni: “Come Provincia non smetteremo mai di sottolineare e rimarcare l’importantissimo ruolo delle Pro Loco per il turismo e per le nostre comunità – ha spiegato l’assessore – al punto da aver stanziato ulteriori finanziamenti per le Pro Loco che organizzano grandi eventi di rilevanza sovralocale".

"Spesso le Pro Loco sono considerate soltanto nel momento delle feste paesane, ma fanno molto altro e grazie al loro operato fatto di relazioni sul territorio forniscono un aiuto fondamentale al turismo trentino. Ringrazio la Federazione delle Pro loco trentine per il lavoro straordinario svolto per far capire il ruolo cruciale delle Pro loco all'interno del sistema turistico trentino. Se ogni attore dà il proprio contributo riusciremo nel tempo ad avere un’attrattività unica in Italia. Grazie, quindi, a tutte le Pro Loco trentine e ai tanti volontari coinvolti, sempre più competenti e, per il loro operato quotidiano, sempre più simili a degli eroi”.

Anche il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, ha espresso apprezzamento per il lavoro delle Pro Loco: “Il Trentino vanta un patrimonio immateriale ricchissimo, che costituisce l’ossatura su cui poggia anche lo stesso patrimonio materiale. In questo frangente l’attività delle Pro Loco è fondamentale per riuscire a preservare queste specificità: per questo è grande il valore di questo evento che contribuisce a creare consapevolezza nel pubblico dell’importanza della loro azione in questo frangente.”

Gianna Frizzera, assessora del Comune di Trento, ha rimarcato proprio come “sia ormai chiaro che le pro loco sono soggetti sempre più coinvolti nell’agenda culturale delle comunità”.

Cuore dell’evento è stata la parte dedicata agli interventi scientifici, con Leandro Ventura, Istituto Centrale Patrimonio Immateriale, Nicola Martellozzo, Antropologo, ed Irene Fratton, Istituto Culturale Mocheno, che partendo dalle loro ricerche ed ambiti di studio hanno permesso di andare oltre la superficie delle manifestazioni estetiche dei patrimoni culturali immateriali, per sviscerarne l’essenza e il ruolo che essi hanno per le persone, le comunità e per i territori in senso ampio.

La mattinata si è conclusa con un momento di riflessioni dedicata al confronto tra voci appartenenti ad ambiti diversi che si trovano comunque ad operare intorno ai patrimoni. La Spina e Viola hanno quindi accolto Vincenzo Santoro di Anci, Gabriele Sepio, giurista esperto di Terzo settore, Mario Pietribiasi, imprenditore sostenitore di progetti legati al mondo delle api ed Adriana Volpe, conduttrice televisiva. L’evento prosegue domani mattina, con iscrizioni aperte. 

Il programma di domani, domenica 16 novembre

 9.30 saluti istituzionali; 10, presentazione progetto Censimento patrimonio immateriale, Antonino La Spina, Fondazione Pro Loco Italia. 10.20 Raccontarsi con gli oggetti: considerazioni storico – etnografiche, Armando Tomasi, Mets Museo Etnografico Trentino; 10.40 Fare cultura senza saperlo. Le Pro Loco trentine e la progettualità culturale, Ivo Povinelli, Chiara Dallapè, Federazione trentina Pro Loco. 11.30 Dare senso al presente, dare valore al futuro: le Pro Loco ed il loro patrimonio culturale, Nicola Martellozzo, antropologo; 12, plenaria e conclusioni. C.L.













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