Guerra e dialogo governo-opposizione: telefonata Meloni-Schlein
La leader Pd: situazione molto preoccupante, siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessari
«Mi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all'attacco che c'è stato alla nostra base a Erbil». Lo ha detto stasera la segretaria del Pd Elly Schlein a margine di un'iniziativa a Venezia.
Poco prima il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani aveva detto: «Noi li inviteremo. Se vorranno venire bene, noi li abbiamo invitati. Li inviterà il presidente del Consiglio. La forza non la si vede con i toni sprezzanti. Però vediamo. Io spero che tutti quanti accettino, Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli».
Carlo Calenda, leader di Azione, ha detto: «Penso che questa apertura di Meloni» a un tavolo con le opposizioni per affrontare le problematiche derivanti dalla guerra in Iran «sia un'apertura tardiva, ma che va colta perché il mondo sta saltando per aria per mano di tre pazzi, ci metterei dentro Putin oltre Trump e Netanyahu. Se poi incomincia il battibecco tra Meloni e Schlein su chi ha usato per prima la clava... facciamo questa riunione, non se ne può più di questi battibecchi».
Oggi, intanto, primo messaggio alla nazione della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. 'Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane', dice il nuovo leader in un discorso registrato e mandato in onda dalla tv di Stato iraniana.
'Noi non ci ritireremo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri', aggiunge Khamenei che però non appare mai. Le sue condizioni di salute restano un mistero.
'Fermare l'impero malvagio dell'Iran e impedirgli di avere armi nucleari è più importante del petrolio', la replica via Truth del presidente Usa Trump. L'esercito israeliano intanto annuncia aver colpito siti nucleari iraniani. Lo stesso Idf riferisce poi che Hezbollah ha lanciato nella notte circa 200 razzi contro Israele e minaccia di invadere il Libano se non impedirà altri attacchi da parte delle milizie sciite.
Quello della scorsa notte contro la base militare italiana di Erbil è stato 'un attacco deliberato'. Lo afferma il ministro della Difesa Crosetto al Tg1 dopo che era emersa un'ipotesi secondo la quale il drone, uno shahed, poteva non essere diretto contro la base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare.
'Quella è una base della Nato, ed è anche americana', spiega Crosetto, annunciando peraltro che per alcuni dei 141 militari attualmente presenti nella base 'era già programmato un rientro'.
Il titolare della Farnesina Tajani aggiunge che 'non è certo il luogo di partenza dei droni' ma è probabile siano stati lanciati da 'iracheni filoiraniani. Stiamo riducendo la presenza di personale sia in ambasciata a Baghdad sia in consolato a Erbil per ragioni di sicurezza'. Due nuove esplosioni intanto sono state udite sopra la città nella regione semi-autonoma curda nel nord dell'Iraq mentre le difese aeree intercettavano altri droni.