Niente caftani e turbanti 

Moena: per evitare altre invasioni la festa al rione Turchia cambia nome e spirito


di Gilberto Bonani


MOENA. La festa di Turchia cambia nome, si chiamerà festa delle associazioni. Nel cassetto rimangono bandiere turche, turbanti e caftani, tutti elementi che potrebbero scatenare una seconda invasione di turchi (veri). È stata una scelta sofferta, presa al termine di un’assemblea infuocata, ma anche le tradizioni moenesi devono fare i conti con la globalizzazione e la potenza dei social.

Il rione Turchia affonda le sue origini nel tempo ed è difficile ormai distinguere tra fatti e invenzioni. Secondo la tradizione un soldato turco, affamato e derelitto, dopo la sconfitta patita nel lontano 1663 sotto le mura di Vienna, fu accolto nelle ultime case di Ischiacia (questo il toponimo della zona). Il fatto fece ovviamente scalpore in una Europa cristiana e da quel giorno quell’agglomerato fu denominato Turchia.

Il rione presenta tutt’oggi simboli di quel paese e ogni anno, a metà agosto, gli abitanti propongono una grande festa con sfilata di finti sultani e visir in costume tradizionale. Da alcuni anni la festa aveva avuto una risonanza internazionale grazie a troupe televisive (anche turche) che avevano filmato l’avvenimento.

L’anno scorso la svolta. Grazie al tam tam dei social una moltitudine di cittadini turchi era arrivata da Germania, Austria, Belgio e Olanda monopolizzando l’evento. Oltre alla forte affluenza di turchi (veri) con accampamenti estemporanei anche nei parchi, avevano partecipato un corpo bandistico, una frotta di rivenditori e autorità. Insomma la festa era diventata un palcoscenico ideale per festeggiare la nazione turca e non il piccolo rione di Moena il cui apparentamento ottomano è ancora da dimostrare. E così la svolta sofferta e carica di tensione.

Cambia il nome, cambia la data ma lo spirito della festa rimane. Questo pomeriggio alle 18 apertura con #Moenaperitivo e musica dal vivo con i Pooworks. Stand gastronomici aperti e serata con Dario Poldo. Domani festa tutto il giorno con vari appuntamenti gastronomici e musicali (Killbilly’s), spazio anche per giochi dedicati ai più piccoli. Alle 21.30 concerto del coro Enrosadira. Domenica si replica con iniziative delle varie associazioni del paese. Serata dedicata alla musica e al ballo. Nelle piccole piazze e nelle strette vie un vero suk proposto da 24 associazioni che mettono in mostra oggetti, piatti tradizionali e prodotti di nicchia.

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