Bolzano

Dolore e protesta all’Aluminium. I sindacati: «Chiedere scusa a questi ragazzi»

Sciopero dei metalmeccanici. Il presidio davanti allo stabilimento: un minuto di silenzio e candele in memoria di Bocar Diallo, il 31enne morto nell’esplosione, e dei 5 feriti. Fiom, Fim e Uilm: «La vita viene prima di tutto» (foto DLife)

 



BOLZANO. A Bolzano, in occasione dello sciopero del settore metalmeccanico dopo il grave incidente con un morto e cinque feriti all'Aluminium, Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato questa mattina (24 giugno) un presidio davanti allo stabilimento per ricordare Bocar Diallo, il 31enne senegalese morto per le ustioni riportate nell'esplosione. In memoria della vittima di questo grave incidente sul lavoro si è svolto anche un minuto di silenzio e sono state accese delle candele davanti a una sua foto.

«A questi ragazzi bisogna chiedere scusa per un mondo del lavoro che non sa proteggere i propri lavoratori; per una società e una politica spesso escludenti che classificano il lavoro operaio e ancor più se svolto da lavoratori stranieri, come un lavoro a basso costo, nel quale il rischio di infortuni e di morte fanno parte del lavoro stesso», così i tre sindacati in un appello condiviso. Presenti al presidio anche i parlamentari Luigi Spagnolli e Sara Ferrari e sindacalisti trentini, a partire dal segretario della Cgil Andrea Grosselli. 

«La vita viene prima di tutto», ha ribadito il segretario della Fiom Alto Adige Marco Bernardoni, rivolgendo un appello alla giunta provinciale di far diventare "la salute e sicurezza sul lavoro la priorità dell'azione di governo». «E' il momento in cui stare insieme, uniti di fronte a una tragedia, alla quale non avremmo mai dovuto o voluto assistere, alla quale ancora non riusciamo a credere e a cui non vogliamo rassegnarci», ha detto il segretario provinciale Fim Riccardo Conte. 













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