La storia

Cristo Re, aperto l'unico negozio di frutta e verdura del rione: la storia di Kamal Saghir

Dalle origini in Marocco al negozio in quartiere: il racconto dei sacrifici di una vita per diventare una piccola istituzione per molti 



TRENTO. Venti anni vissuti come operaio edile poi tre anni da muratore in una ditta che si occupava di asfaltatura stradale, ma con un sogno: quello di aprire un’attività commerciale tutta sua.

Kamal Saghir era cresciuto a fianco di suo papà che in Marocco aveva un negozietto di paese di quelli nei quali si può trovare un po' di tutto. Ad inizio anno la decisione: Kamal si licenzia ed inizia l’iter per aprire un negozio tutto suo.

Poco più di un mese fa riesce ad aprire la sua attività commerciale di vendita di frutta e verdura: è l’unico negozio di questo genere nel Rione di Cristo Re. Ma i sacrifici non sono finiti: “Anzi direi aumentati. Abito a Fiavè perché con quattro bambini mi serve un appartamento grande che non potrei mai permettermi a Trento. Un giorno si e uno no mi alzo alle due per andare al mercato ortofrutticolo a Verona. Finiti gli acquisti vengo a Trento sistemo la merce e poi alle 8 apro con orario continuato fino alle 20,30, sette giorni su sette”.

E quando gli chiedi se non gli pesa reggere questi ritmi arriva la risposta che non t’aspetti: “Ho bisogno sia di lavorare che di farmi conoscere nel quartiere e ci riesco solo se mi faccio trovare sempre dalla gente. Vengono tante persone anziane anche più volte al giorno: con la scusa di prendere un poco alla volta perché non riescono a portare il peso, ogni ingresso corrisponde ad un’occasione per chiacchierare. Faccio anche consegne a domicilio”.

Nel negozio di Via Maccani 107 lavora anche il cognato Hamza Maghraouli, due lauree ottenute in Marocco in Diritto e Legge e la giornata scorre veloce, ma perché un negozio di frutta e verdura? “La mia idea sarebbe stata quella di una macelleria per la verità, ma poi ho capito che era troppo difficile”. Un altro sogno? “Vorrei trovare un macellaio col quale lavorare, questo negozio è grande e lo spazio ci sarebbe”.

L’apertura, a chi la dedica? “A mio padre, mi sarebbe piaciuto mandargli le foto, ma purtroppo è morto prima che aprissi. Pensando al negozietto che aveva penso che mi avrebbe invidiato, ma sarebbe stato anche fiero”.

Un’occhiata agli scaffali dove contiamo otto diverse qualità di patate, frutta e verdura di stagione; banane del platano oltre a quelle tradizionali, menta fresca e poi prodotti confezionati dal Pakistan, dal Bangladesh e dall’Albania.













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