IL PUNTO

Coronavirus, in Trentino superati i 200 morti, stagnazione per i contagi

La situazione aggiornata a venerdì 3 aprile. I decessi hanno raggiunto quota 204. I nuovi casi positivi sono stati 104. Saranno intensificati i controlli in modo importante su cinque Comuni: Vermiglio, Canazei, Campitello, Borgo Chiese e Pieve di Bono-Prezzo. Decisa la proroga delle misure restrittive al 13 aprile

TRENTO. Sono stati 17 i nuovi decessi avvenuti nelle ultime 24 ore in Trentino. Superata quota 200, arrivando a un totale di 204

Le vittime sono di Borgo Chiese, Rovereto, Bleggio Superiore, Porte di Rendena, Riva, Arco (2), Valdaone, 64 di Borgo Valsugana (una persona di soli 64 anni), Rovereto (2), Pellizzano, Borgo d'Anaunia, Trento (2), Mori e Storo.

A darne notizia oggi, venerdì 3 aprile, la task force Covid, nella consueta conferenza stampa quotidiana.

Il numero dei contagi è aumentato di 104 unità, con un lieve calo rispetto a ieri, quando erano stati 114, e arrivando a quota 2889. Sono 718 i casi complessivi nelle Rsa.

I guariti sono 246.

I casi positivi sul territorio: Trento 363 (+15), Arco 272 (+1), Ledro 129 (+1),  Pergine 150 (+1), Rovereto 88 (+5).

Le persone in rianimazione raggiungono quota 81 (il dato è rimasto pressoché inalterato per tre giorni e questa è una buona notizia per la tenuta del sistema ospedaliero), quelle ricoverate con ventilazione semi-invasiva sono 47.

"E' per noi un vanto che i malati siano stati tenuti in provincia e che si siano più che triplicati i posti di terapia intensiva", ha detto il presidente della giunta provinciale, Maurizio Fugatti. Che ha affrontato poi un altro tema importante: "Stiamo investendo seriamente sui test sierologici,che stabiliscono se il paziente è immune. Un percorso che faremo a Rovereto, in primis sul personale sanitario, poi su campioni di popolazione. E' una sorta di patente di immunità. Potremo farlo perché abbiamo le risorse scientifiche. Siamo in linea con altre realtà".

Il dottor Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Apss, ha precisato che "l'analisi sierologica avrà negli operatori sanitari, delle Rsa e degli uffici al pubblico il target prioritario".

Nello specifico tecnico, va detto che "ci sono le Igm immunoglobuline di produzione recente e Igg, prodotte dopo 2-3 settimane: queste ultime danno una risposta immunitaria. Non sappiamo dire con certezza quanto siano protettive ma possiamo ipotizzare che quello che succede con gli altri virus accada anche per questo. Ciò è molto importante per capire se ci può essere un'ondata di ritorno. Il livello di sieroprevalenza bassa frena il contagio di ritorno. La patente di immunità ci può dire se possiamo tornare ad una vita relativamente normale. E' una specie di vaccinazione di massa fatta non con il vaccino ma dalla malattia. Al pronto soccorso saranno fatti contemporaneamente il test rapido, la sierologia e il tampone".

Ferro ha confermato che c'è una bambina del Primiero ricoverata a Belluno: "Il caso viene seguito con attenzione", ha detto.

 

Dopo un incontro con le autorità locali - ha aggiunto Fugatti - "si è deciso di intensificare i controlli in modo importante su cinque Comuni: Vermiglio, Canazei, Campitello, Borgo Chiese e Pieve di Bono-Prezzo. In queste realtà il livello di contagio percentuale è importante: 2 per cento".

Inaugurata la campagna #lamiaterranonsiferma sulla tutela dei prodotti locali.

Firmata un'ordinanza sulla proroga delle misure restrittive al 13 aprile: chiusura delle ciclabili e pedonali, parchi, negozi di alimentari la domenica, cantieri. Prorogati al 30 settembre i pagamenti delle tariffe, come Tari e Tosap.

"I controlli effettuati ieri sono stati 2231, le multe comminate 87, gli esercizi commerciali controllati 885. La situazione attuale non ci permette di attenuare le misure, anche di fronte ai casi di persone che continuiamo a vedere in circolazione". No quindi alla spesa accompagnata dai bambini.

 

L'assessora alla salute Stefania Segnana ha informato che da domani "arriveranno dalla Protezione civile nazionale 5 nuovi infermieri che saranno messi a disposizione delle Rsa. Una delibera di giunta inoltre stabilisce di chiedere a Oss o Osa del territorio di mettersi a disposizione su base volontaria delle Rsa. Inoltre gli studenti neodiplomati come Oss (gli esami sono in corso) saranno subito contattati".

 

La sovrintendente scolastica Viviana Sbardella ha detto che "la scuola non è in vacanza: gli alunni stanno continuando a lavorare. I docenti stanno facendo un grande sforzo. In questi anni si è investito molto negli strumenti e nella formazione ma nessuno aveva immaginato una situazione di questo tipo".

"Modalità diverse? C'erano anche prima di questa interruzione. Non c'è solo la videolezione: l'importante è che ci sia un legame continuo con la scuola, dallo scambio di compiti all'utilizzo di una piattaforma comune dove condividere del materiale, fino alla diffusione di audio e video. Alcuni docenti erano più preparati, altri meno: devo dire che c'è complessivamente una grande volontà da parte dei docenti di fare del proprio meglio".

Quanto alla valutazione, "attendiamo a momenti il decreto della ministra: anche i ragazzi si stanno impegnando in condizioni non ottimali. Ci sono le modalità per poter tenere conto del lavoro fatto. Non è il timore della bocciatura l'arma del docente: bisogna fare appello al senso di responsabilità dei ragazzi".

Sul portale Vivoscuola è stata creata una sezione apposita con strumenti per i docenti.

 

Gina Riccio, degli Psicologi per i popoli, ha parlato dei bimbi in casa: "Una grande sfida per le famiglie, ma non sono sole. Importante mantenere le routine con i figli per permettere loro di fare quello che facevano prima. La rabbia e la fatica dei bambini ci sono, come la paura della morte. Non devono avere paura di parlare con i figli. Né di eventuali regressioni, come il tornare a fare la pipì a letto o chiedere il ciuccio". Il servizio "Resta a casa, passo io" è sempre attivo, anche per sostenere i bambini disabili.

 

Enrico Nava, direttore per l'integrazione socio sanitaria ha parlato delle case di riposo: "La mortalità nelle Rsa ha avuto un'impennata a 282 casi nel mese di marzo: siamo al doppio della media, che è di 140".

Oggi i decessi sono stati 2 e i nuovi casi 20, per un totale di 718 contagi.