formazione

Come riqualificare i centri storici dei paesi di montagna

Sfide di natura architettonica, sociale, economica e paesaggistica al centro di un percorso formativo promosso da Provincia e Tsm, intitolato «Centri storici di montagna. Sperimentazioni per un'alta vivibilità», i prossimi incontri si terranno il 12 e il 20 novembre



La riqualificazione dei centri storici dei paesi di montagna pone sfide non solo di natura architettonica e urbanistica, ma anche di natura sociale, economica e paesaggistica.

Il tessuto insediativo storico si riconfigura come dispositivo e piattaforma del vivere comunitario e collettivo, di erogazione dei servizi di welfare e alla persona, di produzione culturale e artigianale e di residenzialità.

Per accompagnare questi processi - scrive la Provincia in un comunicato stampa - in modo generativo è necessario ripensare alle concettualizzazioni e al sistema di regole operato nel corso del tempo da parte della cultura architettonica, urbanistica e della tutela.

Il tema è al centro di un percorso formativo, dal titolo: "Centri storici di montagna. Sperimentazioni per un'alta vivibilità", promosso da TSM-STEP Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, in collaborazione con il Consiglio delle autonomie locali e il Servizio urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia.

Partendo da una rilettura dei palinsesti storico-culturali sui centri storici nella seconda metà del Novecento, il progetto, intende riflettere su una nuova dimensione generativa degli insediamenti.

Intervenendo all'apertura del percorso, negli spazi formativi di TSM, l'assessore provinciale all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette, Mattia Gottardi ha evidenziato come i centri storici siano i cuori pulsanti delle comunità in un Trentino policentrico.

«Ognuno di questi luoghi ha le sue peculiarità irripetibili. Con l'avvento della modernità sulle Alpi - ha detto l'assessore - è evidente che la sostenibilità economica dei centri storici debba essere ripensata secondo una visione che sia capace di tenere insieme le caratteristiche urbanistiche e architettoniche identitarie e la necessità di dotarli di spazi e servizi che permettano di abitarli e di viverli». 

«Questo percorso - ha aggiunto Francesco Barone, presidente di TSM-Trentino School of Management - rappresenta al meglio le potenzialità e il ruolo di TSM-STEP Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, che non offre solo formazione di altissima qualità, ma può contribuire con attività di ricerca a costruire proposte e visioni utili all’amministrazione. In particolare, con riferimento al percorso avviato oggi, l'idea di base è che i centri storici nei paesi di montagna non siano solo custodi della storia delle comunità, ma possono diventare fulcro di sviluppo economico e sociale. Il percorso proposto da TSM-STEP si pone l'obiettivo di tracciare la strada da percorrere per realizzare questa idea».

Sono intervenuti all'inaugurazione del corso, Michele Cereghini, presidente del Consiglio delle autonomie locali, Giovanni Gardelli, dirigente del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento e Gianluca Cepollaro, direttore di TSM-STEP.

Il percorso formativo, che si svolge in presenza e online, è rivolto ad amministratori, funzionari e tecnici del sistema pubblico e ai liberi professionisti interessati.

Si struttura in tre incontri a cui sono iscritte complessivamente oltre 270 persone. Il primo si è tenuto ieri con l’intervento del professor Antonio De Rossi, presidente del Comitato Scientifico di TSM-STEP,  su come ripensare il tema dei centri storici non solo in ottica di patrimonializzazione, ma anche di costruzione dell’abitabilità attraverso pratiche rigenerative e di neo popolamento.

Gli altri due incontri sono programmati il 12 e il 20 novembre.













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