AGRICOLTURA

Codipra, nuovo strumento per stabilizzare il reddito dei viticoltori

Via libera del ministero dell’agricoltura al consorzio trentino per l'attivazione del primo Fondo Ist Uva da vino in Italia. Soddisfazione del presidente Giovanni Menapace e del direttore Marica Sartori: «Anche questa ultima iniziativa è stata possibile grazie all’esperienza maturata nel comparto frutta e latte»


CARLO BRIDI


Ancora una volta il Consorzio di difesa dalle calamità atmosferiche di Trento, il Co.Di.Pra, è antesignano nelle proposte ai produttori di copertura mutualistica.

Il ministero dell’agricoltura e della promozione alimentare, ha dato al consorzio trentino il riconoscimento ufficiale per attivare il primo e unico Fondo Ist Uva da vino in Italia.

Uno strumento fondamentale per la stabilizzazione del reddito dei viticoltori.

È questa l’ennesima volta che il consorzio trentino, fa da apripista nelle proposte che in questo caso riguardano la sicurezza del reddito dei viticoltori, ma in passato ha interessato particolarmente frutta e latte.

Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa sia dal presidente del Co.Di.Pra Giovanni Menapace che dal direttore Marica Sartori (nella foto durante l'assemblea dello scorso mese).

Il presidente sottolinea come con il riconoscimento del Co.Di.Pra come ente gestore sarà possibile fin da subito accedere al fondo. La scadenza della sottoscrizione è fissata a fine giugno e l’intervento pubblico potrà raggiungere il 70% del costo della polizza.

Sartori, in particolare, ha voluto sottolineare che grazie all’istituzione di fondi come questo in un’epoca nella quale l’impazzimento del clima e l’instabilità dei mercati compromette in percentuale sempre maggiore il reddito degli agricoltori e prosegue: «Si tratta di un risultato di tutto il sistema agricolo trentino, compresa la Provincia e l’Assnacodi».

Ma perché è partito solo ora? Perché il ministero solo ora ha autorizzato la copertura dell’uva da vino, cosa prima non possibile.

La direttrice sottolinea ancora, che questo è uno strumento indispensabile che si inserisce in un percorso avviato nel 2017 e diventato con gli anni il fulcro della difesa del reddito.

«Anche questa ultima iniziativa - dice Sartori - è stata possibile grazie all’esperienza maturata nel comparto frutta e latte che ha permesso di incassare dall’Unione europea, già alla fine del 2025, 26 milioni di euro che ci hanno permesso di liquidare ai produttori aderenti all’Ist, tutto quanto riconosciuto come danno».













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