Dillo al Trentino

«Boom di compagni positivi, ma le classi non chiudono perché non arriva la comunicazione ufficiale»

La segnalazione di una mamma: «I miei figli alla materna e alla elementare hanno compagni e insegnanti positivi ma nessuno ci ha ancora detto nulla». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it oppure mandateci un messaggio in direct sulla nostra pagina Facebook

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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TRENTO. Sono giorni difficili e convulsi, anche in Trentino, per lo scoppio della variante Omicron che sta colpendo a una velocità inaspettata.

E se a rischio è lo stesso tracciamento dei malati, con certificati di isolamento che arrivano sempre più tardi e centrale Covid talmente intasata di telefonate da essere spesso irraggiungibile, ecco che uno dei fronti entrato in una drammatica difficoltà è quello della scuola.

Le regole per la scuola in presenza in Trentino sono cambiate nuovamente nella giornata di ieri, 18 gennaio, con un’ordinanza annunciata dal governatore Maurizio Fugatti: alle scuole superiori la classe va in quarantena con il quarto caso positivo, mentre resta il requisito dei due casi in asili, elementari e medie. La quarantena di classe scende invece da 14 a 10 giorni.

L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso Fugatti, è quello di mantenere la scuola in presenza il più possibile.

Ma la domanda è: come rispettare i nuovi criteri quando le comunicazioni delle positività non arrivano in velocità a causa del boom di contagi?

Una mamma preoccupata, Nadia, ha mandato una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it proprio per raccontare la sua esperienza con due figli alle prese con scuola materna e scuola elementare.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Scrive Nadia: «Gentile direttore, scrivo per segnalare la situazione disastrosa delle scuola in questo momento di pandemia.

I tracciamenti ormai sono saltati e le scuole sono in tilt perché devono aspettare che l’azienda sanitaria chiuda delle classi... ma i giorni passano senza comunicazioni e i bambini intanto si contagiano.

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Sono una mamma di una bimba che frequenta la scuola d’infanzia e di un bimbo che fa le elementari. Da lunedì l’aula di mia figlia ha bambini positivi e anche insegnanti assenti per positività ma non è ancora stata chiusa mentre da mio figlio è da giovedì nella stessa situazione. Considerando che alla scuola d’infanzia i bambini sono senza mascherine, mi sembra quasi più grave il primo caso.

Possibile che chi di dovere non possa assumersi la responsabilità in questo momento di sovraccarico dell’azienda sanitaria e chiudere una classe anche senza una comunicazione sanitaria che tarda ad arrivare?

Ai genitori invece dico: smettetela di mandare i bambini a scuola pieni di tosse raffreddore e altro perché così non ne usciremo più! Iniziate ad insegnare il rispetto ai vostri figli partendo da questo! 

Vi ringrazio per il servizio di cittadinanza attiva che state facendo con “Dillo al Trentino” e vi ringrazio ulteriormente se vorrete dare spazio al mio sconforto di mamma», conclude Nadia.

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