giovani agricoltori

Andrea Bosin e la vita in stalla: la passione per gli animali nata sui banchi di scuola

A soli 23 anni l’allevatore di Predazzo ha scelto di portare avanti l'azienda di famiglia dove lavorano il nonno e il papà. Sveglia alle 5 di mattina: «Ma non sono pentito. Il mio sogno? Vincere un concorso con le mie Brune»


Carlo Bridi


PREDAZZO. Da tempo registravamo una netta inversione di tendenza, da parte dei figli dei contadini, e particolarmente da parte dei figli degli allevatori che non abbandonavano l’attività di famiglia per altre professioni. Ma il caso di Predazzo ha dell’eccezionale, sono ben una quindicina le famiglie di

allevatori che hanno al loro interno la presenza di un giovane allevatore a tempo pieno. Praticamente in tutte le stalle, che sono ormai di una certa consistenza, c’è un giovane che porta avanti l’attività assicurando così un futuro a queste aziende, ma anche la cura del territorio e la continuità del caseificio sociale.

E’ questo anche il caso di Andrea Bosin, un giovane di 23 anni per il quale la passione di fare l’allevatore è nata fin da bambino. “Anche quando andavo a scuola non vedevo l’ora di tornare a casa per andare in stalla a curare i miei animali”.

Andrea ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia leader della

zootecnia fin dal nonno Fabio al vertice degli allevatori della zona per molti anni. Andrea, quando si trattò di scegliere la scuola superiore, non ha avuto dubbi: ha frequentato i 4 anni la scuola professionale agraria di San Michele con specializzazione zootecnica e quindi si è subito inserito ancora prima di compiere i 18 anni in azienda con papà Antonio. Con lui ha costituito una società semplice agricola.

A gennaio di quest’anno ha ottenuto il premio d’insediamento che le è servito per l’acquisto di una falcia-condizionatrice ed effettuare una serie di altre attività per rendere automatica l’alimentazione completa del bestiame inserendo nel pastone anche il mangime.

L’organizzazione aziendale

L’azienda è zootecnica specializzata nella produzione del latte attualmente i capi in stalla sono 170 dei quali 100 sono vacche in lattazione ed il resto capi da rimonta. Il 70% delle vacche sono di razza Bruna, il 20% di Pezzate rosse e il resto di Pezzate Nere. A dimostrazione dell’alto livello di selezione raggiunto dalla famiglia Bosin, la produzione madia capo per lattazione è molto alta per essere una mandria composta in prevalenza dalle Brune, siamo sui 100 quintali di latte. Anche la qualità è molto buona, il grasso è fra il 4 e il 4,10%, mentre la caseina (altra componente molto importante per la produzione del formaggio,) si attesta

fra il 2,90 e il 2,95%. Larga parte del foraggio necessario per la mandria è prodotto nei 50 ettari di prati che vengono falciati 2-3 volte all’anno in base alle condizioni meteo. La maggior parte del foraggio viene appassito e poi fasciato in “balloni”, in caso di minaccia del tempo il fieno viene portato in fienile e viene

azionato l’impianto di essicazione. Quest’anno il fieno è molto bello sia dal punto di vista della qualità che della quantità. Ora dipende molto dalle condizioni metereologiche nella fase della fienagione.

L’azienda dispone anche di circa 5 ettari di pascoli privati. Ma da fine maggio a settembre le giovenche e le vacche in asciutta vendono monticate sulla malga Gardonè.

Il latte viene tutto conferito al Caseificio sociale di Predazzo, dove si produce fra l’altro il famoso Puzzone, un formaggio tipico della zona. “Il prezzo liquidato nell’ultimo anno è stato mediamente di 0,65 euro a kg, un prezzo - precisa Andrea - che è assolutamente insufficiente per far fonte agli aumentati costi delle materie prime necessarie in azienda”.

Oltre a papà e nonno ancora attivo, in azienda lavorano due dipendenti, uno fisso, che l’estate va in malga, e uno per l’estate per aiutarci nella fienagione. L’azienda si contraddistingue

per la sua atomizzazione, che sarà ulteriormente potenziata con l’acquisto di un robot per la mungitura automatica. In questo modo, sottolinea Andrea, andremo a ridurre di molto il lavoro di mungitura.

C’è un sogno nel cassetto chiediamo a Bosin? “A 23 anni sono molti ma forse il più importante, vista la mia passione per la selezione, è quello di arrivare a vincere con le mie vacche Brune un concorso a livello nazionale”. Dopo 5 anni di alzata alle cinque del mattino sei pentito della scelta?, chiediamo. “Assolutamente no è la risposta, non cambierei mai la mia professione!”.

Andrea ha una particolare sensibilità per l’ambiente, ed è orgoglioso per il contributo che gli allevatori danno a mantenere verdi le nostre valli alpine anche in funzione turistica, questo vale sia per il taglio dei 50 ettari di prati che per le centinaia di

ettari di pascoli che se non fossero pascolati vedrebbero crescere in fretta rovi e arbusti, ma anche per i prodotti tipici che siamo in grado di offrire a km 0. "Al biologico non ci abbiamo pensato perché il nostro caseificio non ha mai dato nessun input in questa direzione”.

Andrea è impegnato a livello sociale nello Jiunior Club dei giovani allevatori aderenti alla Federazione Allevatori del Trentino. Poco il tempo per gli hobby, qualche sciata l’inverno con gli amici, ma poi sempre in stalla tutti giorni della settimana domenica compresa, e la cosa non gli pesa affatto, perché c’è una forte passione per l’allevamento. E gli amici che dicono? “Sono tutti giovani allevatori e con loro condivido idee e progetti”.













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