turismo

Allarme delle agenzie di viaggio trentine alle prese con il terzo anno di pandemia

Fiavet Trentino chiede la proroga della cassa integrazione fino a giugno e della moratoria sui mutui

TRENTO. Dopo una breve parentesi di ripresa, pur lontana dalla piena operatività, le agenzie di viaggio trentine tornano a fare i conti con le conseguenze pesanti della pandemia.

Il presidente di Fiavet Trentino Sebastiano Sontacchi ha scritto all'assessore provinciale Roberto Failoni per informarlo della difficilissima situazione che sta attraversando il comparto e per chiedergli di farsi "portavoce delle nostre istanze presso il Ministero del Turismo, come già fatto peraltro da altri assessori regionali, estendendo la cassa integrazione almeno fino a giugno per salvaguardare i dipendenti dai licenziamenti altrimenti probabili, prorogando le moratorie sui mutui le cui sospensioni hanno provocato il crollo della liquidità di impresa dovendo le aziende sostenere con le proprie tasche i costi vivi, nonché prevedendo lo stanziamento di ulteriori contributi a fondo perduto, considerando che quanto messo a disposizione sino ad oggi non poteva coprire se non in piccola parte perdite di volumi di fatturato molto importanti".

"Con il diffondersi della variante Omicron - scrive ancora Sontacchi in una nota - gli operatori si sono ritrovati di fatto nelle stesse condizioni che avevano già vissuto ad inizio pandemia e mentre altre categorie di operatori turistici, seppur non con i numeri pre pandemia, hanno potuto tornare a lavorare grazie anche ai flussi di prossimità, per molte agenzie di viaggio il 2022 si prospetta il terzo anno consecutivo di difficoltà. A ciò si aggiunga l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare energia elettrica e gas, che va a compromettere ancor più una situazione già di per sé assai problematica. In estrema sintesi si possono stimare perdite del volume di affari sull'intero triennio tali da mettere in difficoltà la tenuta del settore, tenendo conto che la maggior parte delle agenzie di viaggio sviluppa circa il 60% del fatturato nei mesi da febbraio a maggio, quando invece le restrizioni e le precauzioni relative all'emergenza pandemica sono più stringenti".