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Addio alla barbiera: chiude i battenti lo storico salone di Maria

Originaria di Lavis, Maria Daniela Albertini da oltre trent’anni tagliava barba e capelli ai suoi clienti Lavorerà part time a San Michele: «Mi mancano 4 anni alla pensione, è stata una scelta di vita».


Daniele Bebber


SALORNO. Per chi l’ha sempre visto aperto, da oltre trent’anni a questa parte, farà specie trovarlo con le serrande abbassate, per sempre. Il salone di Maria, per tutti semplicemente “la Maria”, ha chiuso i battenti dopo 34 anni di attività. Salorno perde così la sua mitica barbiera. Il 30 novembre, Sant’Andrea, è stato infatti l’ultimo giorno di lavoro per Maria Daniela Albertini che in questi tre decenni e mezzo è diventata a Salorno, e in tutta la Bassa, un punto di riferimento.

Per lei 34 anni di lavoro, ma la storia del suo salone è addirittura secolare. «Questo è un salone storico, esiste da più di cento anni - spiega la barbiera, originaria di Lavis -. Ma prima di me si sono succeduti diversi barbieri. L’ultimo ha dovuto chiudere per malattia. Avevo 21 anni, quando sono arrivata a Salorno, mi è stato proposto il negozio e ho subito accettato. Ho sempre avuto tanto lavoro, anche perché i primi tempi lavoravo solo io in quest’ambito. Pensavo di concludere qui la mia carriera lavorativa, ma negli ultimi tre anni, un po’ il Covid, un po’ la situazione generale, c’è stato un calo di lavoro. Ho recepito una sorta di cambiamento nel paese, anche se, devo dire la verità, con la gente non ho mai avuto nessun problema».

Il suo futuro è già delineato: «Ho l’opportunità di lavorare part time dalla mia parrucchiera di San Michele fino alla pensione, mi mancano ancora quattro anni». L’addio alla barbiera di Salorno ha già creato un forte dispiacere da parte dei numerosi clienti uomini. «Alla scuola professionale ho studiato sia il taglio donna che il taglio uomini, però ho lavorato principalmente per clienti uomini», racconta “la Maria, che in questi anni si è creata una clientela affezionata proveniente non solo da Salorno, ma anche da tutta la Bassa e persino dal vicino Trentino.

Ora si capirà se il vuoto lasciato dalla barbiera-parrucchiera verrà colmato e in che modo e in quali tempi. L’amministrazione comunale e le associazioni presenti sul territorio si stanno dando fare per costruire delle opportunità per i giovani, anche e soprattutto lavorative, perché il vero problema è che manca un ricambio generazionale. Un fatto insolito se si guarda alle iscrizioni alle scuole professionali. «Però è difficile che vogliano stabilirsi in un paese. Tendono a spostarsi nelle città - commenta Maria Albertini -. Tutti gli anni venivano dei ragazzi qui a vedere il mio lavoro, grazie a un’iniziativa del gruppo giovani. Penso - conclude - che servirebbe una spinta attrattiva da parte dell’amministrazione e un solido collegamento fra le scuole professionali e il mondo del lavoro, anche con noi piccoli artigiani».

















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