Infrastrutture

Conclusi i lavori al Pont del Peles, riaperta la strada del passo Fedaia

L’intervento da 1,5 milioni di euro ha permesso di migliorare la sicurezza e la stabilità del viadotto



TRENTO. È tornata percorribile la statale 641 del passo Fedaia in val di Fassa, interrotta dal 15 settembre scorso fino al 31 ottobre, per consentire l’ultimazione dei lavori al “Pont del Peles”, ora riqualificato. Grazie all’intervento curato dall’Agenzia provinciale per le opere pubbliche, il viadotto è stato interessato da importanti lavori di sistemazione, allargamento e consolidamento.

Opera S-887 - Sistemazione Pent del Peles sulla SS 641 del passo Fedaia I lavori hanno riguardato la sostituzione della campata centrale con una nuova in acciaio e calcestruzzo, la creazione di uno “scudo” alto 5 metri per proteggere gli autoveicoli in transito e l’allargamento della sede stradale interna del viadotto da 6 a 7 metri. È stato previsto inoltre il consolidamento di entrambi i piloni del ponte, un rinforzo delle fondazioni mediante la realizzazione di un coronamento di micropali.

“Si è conclusa prima della stagione invernale quest’opera rilevante e necessaria, che ha permesso di migliorare la sicurezza e l’efficienza della strada che collega Passo Fedaia e la Marmolada, garantendo il collegamento fra Trentino e Veneto - commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti -. Le lavorazioni svolte hanno contribuito a rafforzare la stabilità e la sicurezza del ponte, proteggendolo inoltre dal rischio sismico e da quello legato alle valanghe”.













Ambiente&Percorsi

LA MOSTRA

Alla scoperta delle rivolte contadine e delle proprietà collettive

Il Museo Diocesano Tridentino propone incontri di approfondimento e visite guidate sul filo conduttore delll'esposizione "Poveri diavoli" dedicata ai fatti del 1525 nel principato vescovile di Trento. Oggi, giovedì 11 dicembre, conversazione sul tema «Obbedisci a quelle leggi che tu stesso hai fatto»

turismo

«L’elicottero per innevare il Palon è un segnale gravissimo, la montagna chiede rispetto»

Dodici associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Trento uno stop: «Il 5 dicembre la neve naturale risultava quasi assente a causa del forte vento, oltre 40 rotazioni in elicottero per potare su quella artificiale, con emissione in atmosfera di almeno una tonnellata e mezzo di CO2. Queste azioni sono il simbolo di un modello che forza la montagna oltre i suoi limiti. Serrve un cambio di rotta immediato»

FUNIVIA Trento-Bondone: una petizione chiede un tracciato diverso
BONDONE Dal 5 dicembre al 6 aprile la nuova stagione dello sci
VIOTE Aprono le piste del fondo e il parco giochi sulla neve

Primo piano