Zambana ricorda la frana del '56: "Trentino splendido e fragile"
Accese le fotoelettriche sulla Paganella per illuminare il prisma roccioso simbolo del disastro: quattro giornate tra memoria e prevenzione sul rischio idrogeologico
IL DRAMMA Il fango cancello case, campi e ricordi
Con l'accensione delle fotoelettriche sulla Paganella per illuminare il prisma roccioso 'gemello' di quello crollato settant'anni fa, sono iniziate a Zambana le celebrazioni per il 70esimo anniversario dei distacchi che portarono all'abbandono dell'abitato storico. L'iniziativa, presentata durante l'incontro 'Dalla frana al Piano di Protezione civile', apre un programma di quattro giornate dedicato alla memoria e alla prevenzione.
"Il Trentino è un territorio straordinario ma fragile: la sua complessità lo espone a rischi naturali che non possiamo ignorare. Il rischio zero non esiste, ma possiamo e dobbiamo gestirlo al meglio" ha affermato l'assessore provinciale Giulia Zanotelli, coordinatrice della Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni e Province autonome.
Il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, Stefano Fait, ha invece ricordato il valore storico delle decisioni assunte per la messa in sicurezza dell'area, definendo la Protezione civile non solo come macchina dei soccorsi, ma come 'cultura del vivere il territorio'.