Wwf Italia, petizione per salvare le api: «Difendi gli impollinatori»
È stata lanciata oggi, 20 maggio, nella Giornata mondiale delle api: chiede al governo interventi urgenti a tutela degli insetti, «fondamentali per la sopravvivenza della specie umana» ma vittime di attività come l'agricoltura intensiva che usa pesticidi e diserbanti dannosi
Al via la petizione "Difendi gli Impollinatori", lanciata dal Wwf Italia in occasione della Giornata mondiale delle api di oggi, 20 maggio, istituita dalle Nazioni unite per richiamare tutti i governi ad azioni concrete per la protezione di tutti gli insetti impollinatori.
L'iniziativa ha l'obiettivo di coinvolgere e spingere i cittadini a chiedere al governo nazionale e altri decisori politici interventi urgenti a tutela di api, farfalle, sirfidi e di tutti gli insetti «fondamentali per la sopravvivenza della specie umana».
In Italia - segnala l'organizzazione non governativa - vivono circa 1.040 specie di api, «tutte fondamentali per l'impollinazione di piante coltivate e spontanee».
Per il Wwf Italia «gli insetti impollinatori stanno scomparendo a una velocità allarmante. In Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l'estinzione. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall'impollinazione animale».
«Gli impollinatori come le api - scrive il Wwf - sono un indicatore della salute dell’ambiente, ma oggi questo equilibrio è sempre più fragile.
L’agricoltura intensiva ha impoverito il paesaggio agricolo e l’uso massiccio di pesticidi è tra le principali cause di declino degli insetti.
I neonicotinoidi, una classe di pesticidi molto tossici per api e impollinatori, sono particolarmente pericolosi. Nonostante il divieto europeo del 2018 per alcune di queste sostanze, in Italia sono ancora previste deroghe che ne consentono l’utilizzo.
Il diserbo chimico con erbicidi aggrava ulteriormente la situazione, eliminando le piante selvatiche da fiore da cui gli impollinatori dipendono per sopravvivere.
Eppure, il loro valore è enorme: l’impollinazione vale oltre 22 miliardi di euro l’anno in Europa e 3 miliardi in Italia. Un patrimonio naturale ed economico che stiamo mettendo a rischio.
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L'organizzazione ricorda che «l'Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l'adozione del suo Piano di azione nazionale per gli impollinatori previsto dalla Strategia nazionale biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori».
Con «Difendi gli impollinatori», il Wwf chiede al governo italiano un cambio di passo deciso e immediato. In primo luogo, è urgente attuare pienamente la Strategia nazionale biodiversità 2030 che prevede interventi concreti per il recupero degli habitat naturali da cui gli impollinatori dipendono per sopravvivere.
È chiesto che venga adottato un efficace Piano nazionale di ripristino della natura in attuazione del Regolamento Ue 1991/2024, garantendo adeguate risorse finanziarie per la sua attuazione.
Secondo il Wwf, oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l'estinzione a livello globale, mentre in Europa, quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione. E con la loro sopravvivenza è a rischio anche la nostra.
Il Wwf lanciava l'allarme già l'anno scorso in occasione proprio della Giornata mondiale delle api, con la pubblicazione del dossier "Il futuro in un volo d'ape: perché salvare gli impollinatori significa salvare noi stessi", realizzato nell'ambito della campagna Our Future.
Gli impollinatori garantiscono la riproduzione di circa il 75% delle colture alimentari e del 90% delle piante da fiore selvatiche.
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Valutando una sola colonia di api, si stima una produzione di oltre 1.000 euro in frutti e bacche impollinate, contro i 240 euro ricavati dai prodotti dell'alveare. E secondo uno studio pubblicato su Environmental Health Perspectives, la drastica riduzione dell'impollinazione sta già contribuendo a circa 500.000 morti premature all'anno, a causa della diminuzione di frutta, verdura e frutta secca nella dieta.
Nel 2018 l'Unione europea ha vietato l'uso all'aperto di tre neonicotinoidi - pesticidi noti per i loro effetti devastanti sulle api - ma resta consentito il loro utilizzo nelle serre e in molti Paesi, tra cui l'Italia, sono state concesse deroghe che ne permettono ancora l'impiego.
«La crisi degli impollinatori non è un problema che riguarda solo la natura, è una crisi che finisce per colpire direttamente noi: la nostra salute, il nostro benessere, la nostra sicurezza alimentare», sottolinea Eva Alessi, responsabile sostenibilità del Wwf Italia.
«È indispensabile un cambio di rotta decisivo che in primis deve essere definito dalle nostre istituzioni: vietare le sostanze chimiche più dannose, aumentare le superfici agricole dedicate alla conservazione della natura, sostenere l'agricoltura biologica e promuovere l'agroecologia».
In questo scenario critico, l'approvazione della Nature Restoration Law da parte dell'Unione europea rappresenta un passo cruciale per invertire la rotta. Questa legge punta a ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Ue entro il 2030, inclusi gli habitat agricoli essenziali per gli impollinatori.