IL CASO

Stop alla carne di cavallo, Fiesa-Confesercenti protesta: a rischio ricette tradizionali

L'organizzazione di categoria scende in campo contro una recente proposta di legge bipartisan in Parlamento, che ha l'obiettivo di vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti, riconoscendoli come animali da affezione e "non destinati alla produzione alimentare"



Dalla pastissada veronese alla pìcula piacentina, dalla faldìa emiliana agli sfilacci veneti, passando per il cavàl pisst di Parma, i pezzetti di cavallo alla pignata del Salento e le polpette catanesi.

Senza contare salami, soppressate e altri stagionati equini che, in diverse aree del Nord, rientrano nella tradizione norcina.

"Un eventuale divieto di macellazione, vendita e consumo di carni equine avrebbe - sottolinea Fiesa-Confersercenti in una nota - un impatto diretto su decine di specialità locali e su un'intera filiera economica che parte dagli allevatori e arriva a macellerie specializzate, distribuzione alimentare e ristorazione".

La questione si riferisce a una recente proposta di legge bipartisan in Parlamento, per vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti, riconoscendoli come animali da affezione e "non destinati alla produzione alimentare" (non DPA).

La proposta, incardinata in commissione ambiente al Senato e alla Camera, prevede sanzioni severe come reclusione da 3 mesi a 3 anni e multe fino a 100.000 euro per chi alleva equidi a scopo alimentare o immette la carne sul mercato.

Per Fiesa-Confesercenti "una scelta di questo tipo, di chiara matrice ideologica, inciderebbe concretamente su tradizioni radicate e su un pezzo di economia diffusa nei territori. I consumi di carne equina si sono ridotti nel tempo, ma restano alla base di un patrimonio gastronomico che attraversa l'Italia da Nord a Sud e che oggi rischia di essere cancellato. Parliamo di preparazioni e saperi che rientrano a pieno titolo nel patrimonio culturale alimentare della cucina italiana che l'Unesco ha riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità".

Le conseguenze, secondo Fiesa-Confesercenti, sarebbero anche economiche: la carne equina rappresenta, in diverse aree del Paese, una produzione storica e regolamentata, inserita in un sistema di controlli stringenti. Un divieto generalizzato interromperebbe un equilibrio produttivo e commerciale consolidato, con effetti immediati sulle imprese della distribuzione alimentare e della ristorazione e sulla continuità di tradizioni locali.

"Per questo, conclude, "ci aspettiamo che il Parlamento valuti con attenzione le conseguenze di un eventuale intervento normativo su un comparto che fa parte, a pieno titolo, della nostra identità gastronomica". 

Per quanto riguarda gli altri paesi dell'Unione europea, le regole sulla macellazione dei cavalli per il consumo umano trovano sia casi molto restrittivi, sia situazioni di accettazione più diffusa.

A livello europeo, la macellazione dei cavalli è regolata dal Regolamento (CE) n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l'abbattimento, che impone standard di benessere ma non vieta la pratica. La carne equina deve provenire solo da cavalli identificati come DPA (destinati alla produzione alimentare); gli altri (non DPA, maggioranza in Ue) non possono essere macellati per consumo umano.

La Grecia è l'unico paese Ue con divieto totale (dal 2020) di macellazione: equipara i cavalli a cani e gatti e ne vieta allevamento, utilizzo ed esportazione.

In Francia, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito (pre-Brexit), la macellazione è permessa per cavalli DPA, con esportazioni significative.

Un caso particolare è la Sicilia: secondo i dati di animalequity, Catania è un enclave a parte, qui la carne di cavallo, anche macinata impastata con pangrattato, formaggio, uova, prezzemolo, e cotta alla brace a formare la polpetta "a puppetta", è presente in tutti i ristoranti e sulle griglie dei tanti rivenditori sparsi per la città soprattutto. Sono innumerevoli i banchi nei mercati con la carne equina. I giovani non vanno nei fast food ma nei piccoli spazi dove la polpetta e la fettina di cavallo vengono servite condite nei panini.

"Mi sembra ci sia tanta ideologizzazione nelle proposte di legge di vietare 'tout court' il consumo di carne di cavallo. Seppur comprensibile il rispetto per gli animali d'affezione (bisognerebbe capire come e chi stabilisce quali specie lo siano) non si può pensare di globalizzare antiche tradizioni e usanze sacrificandole sull'altare di un presunto conformismo anche gastronomico. Occorre valutare bene senza pregiudizi né preconcetti ideologici", dice il sindaco di Catania, Enrico Trantino.

Il presidente regionale di Confagricoltura, Rosario Marchese Ragona, afferma: "Va detto che c'è un comparto, tante famiglie, che basano la propria economia sulla carne di cavallo come prodotto alimentare. Il cibo è cultura, tradizione. Mangiare carne di cavallo in alcune realtà fa parte della cultura. E se domani ci fosse un divieto di macellare i coniglietti?".













Ambiente&Percorsi

INCONTRO

A Garniga la presentazione della meteorite del Bondone

Dopo le analisi svolte dagli esperti, si tratta di una fra quelle scientificamente riconosciute in Italia: venerdì 10 aprile si terrà una conferenza stampa per presentarla ufficialmente. Il ritrovamento avvenne nell'ottobre 2021: si tratta di un frammento grigio scuro, che pesa poco meno di duecento grammi

Primo piano