Provincia, la transumanza riconosciuta come patrimonio culturale
Il confronto con il settore sarà rafforzato "per sostenere e semplificare" la pratica, anche in vista del 2026, proclamato Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori (Foto: Alberto Pattini)
Il Consiglio provinciale ha approvato la proposta di mozione rivolta alla valorizzazione della transumanza, un’antica pratica che affonda le radici nella storia degli allevatori e dei pastori di tutto l’arco alpino ed appenninico.
Portare le mandrie e le greggi in quota - scrive la consigliera Vanessa Mase' - "rappresenta una garanzia per il benessere animale che possono nutrirsi con foraggio fresco ma non solo: la presenza degli animali in montagna salvaguardia i pascoli e l’intero ambiente montano riducendo fra l’altro il rischio di abbandono della pastorizia e favorendo la biodiversità".
"La transumanza non rappresenta solo un’attività produttiva fine a se stessa ma anche un volano in termini turistici e di tutela ambientale oltre che un importante mezzo per preservare attività che rischiano di scomparire affossate da burocrazia, norme non sempre favorevoli e presenza di grandi carnivori che minacciano l’incolumità di animali e pastori".
La mozione, emendata in aula ed approvata al termine del confronto tra maggioranza e minoranza, impegna la Giunta a promuovere un percorso di confronto con i rappresentanti del comparto per individuare iniziative per la valorizzazione ed il sostegno della pratica della transumanza e per semplificare le procedure di passaggio delle greggi attraverso paesi e strade sia in primavera quando salgono agli alpeggi che in autunno, al rientro in valle. Il 2026 è l’anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori e quindi la proposta di mozione rappresenta un impegno fondamentale nell’ottica di mantenere ed incoraggiare questa pratica soprattutto da parte delle nuove generazioni.
Masè ha ricordato “l’importanza della pastorizia ovicaprina, che nei mesi estivi porta le greggi negli alti pascoli più poveri”, e ha sottolineato che “la transumanza non è un retaggio bucolico, ma una realtà viva, con giovani famiglie che riescono a conciliare questa vita con quella familiare. Con questo impegno inoltre viene coinvolta per la prima volta anche l’associazione dei pastori per rappresentare tutte le istanze del settore in una sede istituzionale”.