CLIMA

Non solo in estate: le ondate di calore possibili anche prima e dopo

Lo evidenzia lo studio guidato dal Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa e pubblicato sulla rivista Agu Advances, che ha analizzato 45 anni di dati climatici globali. Gli episodi di caldo estremo si stanno espandendo nel tempo: in Europa occidentale, così come in Africa meridionale e India Nord-occidentale, i giorni più caldi stanno anticipando sempre più il loro arrivo alla primavera


BENEDETTA BIANCO


Il cambiamento climatico sta rendendo le ondate di calore sempre più frequenti, ma l'estate non è l'unico periodo interessato: gli episodi di caldo estremo si stanno espandendo nel tempo anche ai periodi immediatamente antecedenti e a quelli successivi la stagione più calda, e non lo fanno in maniera uniforme nel mondo.

In Europa occidentale, così come in Africa meridionale e India Nord-occidentale, i giorni più caldi stanno anticipando sempre più il loro arrivo alla primavera, mentre in Europa orientale, Stati Uniti occidentali, Africa settentrionale e Cina orientale le incursioni torride stanno diventando più frequenti nei mesi autunnali.

Lo evidenzia lo studio guidato dal Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa e pubblicato sulla rivista Agu Advances, che ha analizzato 45 anni di dati climatici globali.

I ricercatori guidati da Catherine Ivanovich hanno conteggiato gli eventi di caldo estremo registrati tra il 1980 e il 1989, e li hanno poi confrontati con quelli verificatisi nel periodo 2015-2024.

I risultati mostrano che le ondate di calore si sono estese in modo significativo su poco più della metà delle terre emerse per quanto riguarda il caldo secco, e su poco meno della metà per il caldo umido.

L'espansione, però, è avvenuta in modo asimmetrico: verso la primavera in alcune regioni e verso l'autunno in altre. Il riscaldamento globale non è sufficiente a spiegare da solo tale asimmetria, anche se costituisce la causa principale: in base ai dati raccolti, è probabile che entrino in gioco anche altri fattori come le variazioni nelle precipitazioni e l'uso del suolo.

Conoscere il momento in cui si verificano questi fenomeni è importante perché, quando arrivano prima che le persone si siano acclimatate al caldo, potrebbero mettere a dura prova l'organismo, e lo stesso quando arrivano dopo mesi di temperature elevate. Inoltre, è più difficile per le comunità prepararsi a tali eventi, poiché le misure come gli avvisi di allerta sono spesso organizzate sulla base del calendario estivo.

Infine, le variazioni nella tempistica stagionale del caldo estremo aumentano la probabilità che le ondate si trovino a coincidere con altri fenomeni, come il picco della stagione degli incendi negli Stati Uniti occidentali o quello degli uragani nella parte Sud-orientale del Paese.

Quando più eventi caratterizzati da rischio elevato si verificano insieme o in rapida successione, "sono più pericolosi - afferma Ivanovich - e hanno un impatto maggiore rispetto a quando si manifestano isolatamente".













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