Società

"L'altra faccia della medaglia": l’ombra del caso animalista sulle Olimpiadi invernali

Militanti del Movimento Centopercentoanimalisti hanno affisso locandine nei pressi delle sedi olimpiche e in varie località del Trentino per denunciare la gestione dell’orso M49 e delle politiche sui grandi carnivori: il blitz animalissta attacca la gestione di orsi, lupi e cormorani



Nella giornata di martedì 17 febbraio, militanti del Movimento Centopercentoanimalisti hanno affisso locandine di protesta in diverse località, denunciando la gestione provinciale della fauna selvatica.

Nel mirino dell’associazione vi è in particolare l’orso M49, Papillon, "rinchiuso dal 2019 nel centro faunistico del Casteller", a Trento. Gli attivisti contestano le condizioni di detenzione dell’animale e chiedono il suo trasferimento in una struttura ritenuta più idonea. Secondo il movimento, l’orso non si sarebbe mai reso responsabile di aggressioni verso persone.

Le affissioni hanno interessato le stazioni di Grigno e Villazzano - quest’ultima nei pressi dell’area del Casteller - oltre al parcheggio autostradale di Trento Sud. Numerosi manifesti sono comparsi anche nel centro di Verona, inclusa l’area dell’Arena, dove nel fine settimana si terrà la cerimonia di chiusura dei Giochi.

L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale non solo la situazione dell’orso M49, ma anche quella dei lupi presenti sul territorio trentino e la gestione della fauna selvatica in generale.













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