FAUNA

Il volo dei rapaci verso l'Africa: avvistati tremila nibbi bruni tutti insieme

L'osservazione è avvenuta in Sicilia, presso la stazione di alimentazione supplementare per rapaci di contrada Campana a Campobello di Mazara (Trapani): un supporto agli uccelli reso disponibile dall'associazione Cerm (centro rapaci minacciati) che ha lanciato anche una raccolta fondi per questa attività, che gode del sostegno di Rewilding Europe



Tremila esemplari di nibbio bruno in volo tutti insieme sono stati avvistati sulla stazione di alimentazione supplementare per rapaci di contrada Campana a Campobello di Mazara (Trapani).

In più occasioni, da agosto, sono stati avvistati oltre 400 esemplari di nibbio che si sono alimentati al "carnaio" che l'associazione Cerm (centro rapaci minacciati) rifornisce proprio nel territorio di Campobello di Mazara, grazie al supporto della organizzazione non profit internazionale Rewilding Europe.

Proprio in questi mesi sul terreno individuato e messo a disposizione dal Comune, sono stati distribuiti 1.500 kg di alimenti, specialmente pezzi di carne cruda. Alla stazione di alimentazione, grazie alle fototrappole, è stato accertato il passaggio anche di 10 capovaccai giovani e adulti, molti falchi di palude, diverse aquile anatraie minori ed altri rapaci.

Contrada Campana a Campobello di Mazara, zona di Sciare, si conferma meta di sosta sulla rotta migratoria di migliaia di uccelli provenienti dall'Italia e da altri paesi europei che durante la migrazione autunnale raggiungono l'Africa. Tra questi anche i rapaci.

Il "carnaio" è stato allestito in un'area strategica perché localizzata a pochi chilometri dalla costa sud-occidentale della Sicilia e a poche decine di chilometri dalle isole Egadi, che spesso costituiscono il punto di partenza per l'attraversamento del Mediterraneo.

La stazione di alimentazione supplementare che da agosto 2025 l’associazione Cerm sta rifornendo in Sicilia occidentale grazie al supporto di Rewilding Europe ha anche un ospite d’eccezione: un giovane capovaccaio di pochi mesi d’età, prezioso esemplare selvatico dei pochissimi che sono nati in Italia durante la scorsa estate.

Il capovaccaio, che è stato chiamato Cusa perché le sue dimensioni suggeriscono che sia una femmina, frequenta il carnaio insieme a varie decine di nibbi bruni e ad alcuni nibbi reali, falchi di palude ed aquile anatraie minori.

Lo svernamento di capovaccai in Sicilia è un evento sporadico perché il capovaccaio è una specie migratrice, che nidifica in Europa ma sverna nell’Africa subsahariana; solitamente i capovaccai italiani alla fine dell’estate raggiungono l’area compresa tra Mali e Niger.

L’associazione aveva programmato di rifornire il carnaio siciliano sino ad ottobre ma ora vuole mantenerlo operativo anche nei prossimi mesi per supportare Cusa. Garantirle una fonte di alimentazione sicura e di qualità la aiuterà a superare il periodo invernale, limitando anche i rischi ai quali andrebbe incontro dovendo compiere importanti spostamenti per procurarsi il cibo come avvelenamento, bracconaggio, impatto contro pale eoliche ed elettrocuzione.

Nel carnaio, tra l’altro, è stato recentemente attivato un sofisticato sistema di videosorveglianza che permette di monitorarne l’uso da parte dei rapaci e di garantirne la tranquillità. La stazione di alimentazione supplementare è attiva grazie alla disponibilità del Comune di Campobello di Mazara.

Per supportare Cusa e gli altri rapaci che frequentano il carnaio si può fare una donazione all’associazione Cerm.

Cerm, fondata nel 2011, svolge attività finalizzate alla conservazione degli uccelli rapaci e della natura in generale. In particolare, gestisce un progetto dedicato al capovaccaio, sviluppa azioni in favore del nibbio reale, gestisce aree di alimentazione supplementare per rapaci e supporta il recupero di fauna selvatica. SITO WEB













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