L'INIZIATIVA

Giornata delle dimore storiche: calendario di eventi per Ala

Domenica 24 maggio torna l'evento nazionale che schiude le porte di palazzi e giardini, il Comune della Vallagarina ricorda la lista dei luoghi visitabili nel centro storico, prezioso esempio del barocco, gioiello arichitettonico legato ai secoli in cui qui fioriva l'industria del velluto di seta



Torna domenica 24 maggio la Giornata nazionale delle dimore storiche.

L'iniziativa dell’Associazione dimore storiche italiane è alla sedicesima edizione: si aprono al pubblico centinaia di luoghi in tutta Italia, un museo diffuso, fuori dai circuiti turistici tradizionali e legato ai territori.

In Trentino sono previste queste aperture: villa Margon a Trento (foto in basso); villa Cesarini Sforza, Terlago; palazzo de Dal Lago, Cles; palazzo Buffa, Telve; palazzo Aliprandini Laifenthurn, Livo; maso dell'Ischia, Località Ischia – Isera; giardini e cortili dei palazzi barocchi del centro storico di Ala; castello di Terlago; castel Vigolo, Altopiano della Vigolana; castel Nanno, Ville d'Anaunia; castel Ivano a Strigno.

Il Comune di Ala, socio dell'Associazione, ricorda con un comunicato la lista dei luoghi visitabili nel proprio centro storico, prezioso esempio del barocco, «frutto della straordinaria stagione di prosperità vissuta dalla città nel XVII e XVIII secolo grazie all'industria del velluto di seta».

I palazzi nobiliari che si affacciano sulle sue vie silenziose custodiscono cortili, loggiati, affreschi e giardini che per un giorno torneranno accessibili al pubblico. «È un'occasione preziosa per visitare i giardini dei nostri palazzi – commenta la vicesindaca Michela Speziosi - e ringrazio i proprietari, che mettono a disposizione i loro giardini e cortili per questa giornata.

È importante valorizzare in occasioni come queste questi beni architettonici, anche per preservare il nostro patrimonio. Vanno apprezzati gli sforzi per mantenere belli questi spazi che conservano viva la storia e la cultura della nostra cittadina».

Il programma La giornata prenderà avvio alle 9.45 a Palazzo Taddei con i saluti istituzionali dell'amministrazione comunale, di Paolo Taxis (presidente Adsi in regione), di Wolfgang von Klebelsberg e dell'Associazione Vellutai Città di Ala.

Le visite guidate ai giardini e ai cortili dei palazzi barocchi si svolgeranno con partenze alle 10, 14 e 16, con ritrovo a palazzo Taddei in via Sartori. Le visite, della durata di circa un'ora e mezza, sono condotte da Wolfgang von Klebelsberg con la collaborazione dell'Associazione Vellutai Città di Ala e dell'Adsi.

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Le dimore del percorso Il circuito si snoda attraverso sei palazzi.

    Palazzo Taddei – Uno dei palazzi più antichi della città, con facciata rinascimentale del XVI secolo e splendido loggiato decorato con mascheroni. Sta diventando sede del nascente Museo provinciale delle arti tessili.

    Palazzo Malfatti Scherer – Edificio neoclassico di fine Ottocento, con grande scala interna, ringhiera in ferro lavorato e salone affrescato.

    Palazzo Angelini – Detto "dei Quattro Imperatori" per aver ospitato Carlo V, Massimiliano II, Carlo VI e Giuseppe II. La sua porta monumentale è tra le più grandi del Trentino.

    Palazzo de' Gresti Filippi – Di origini tardo-quattrocentesche, con facciata barocca e portale marmoreo, un tempo sede della giurisdizione civile del Vicariato.

    Palazzo de' Pizzini von Hochenbrunn – Complesso di tre edifici barocchi, già dimora di imperatori, di Carlo III di Spagna, di Napoleone e di Mozart, ospite per ben tre volte con il padre. Tuttora il grande salone ospita concerti di musica classica.

    Palazzo de' Pizzini von Hochenbrunn di Lenna – Museo del Pianoforte Antico – Una collezione unica di strumenti a tastiera storici, con visite guidate e concerti della pianista Temenuschka Vesselinova.

Nella stessa giornata, dalle 10 alle 12, sarà accessibile anche la chiesetta di San Pietro in Bosco, con visite animate a cura dell'associazione Compagnia della Stella.

La partecipazione alle visite è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria e va effettuata tramite il portale Adsi. Non sarà consentito l'accesso con animali; le visite si terranno anche in caso di pioggia.  

L'Associazione dimore storiche italiane riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, che rappresentano una componente importante del nostro patrimonio culturale.

«Le dimore storiche - si legge nel sito del sodalizio - sono beni culturali di rilevante interesse storico-artistico, “soggetti a vincolo”, e quindi tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione, e sono affidati alla responsabilità dei proprietari.

Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Sono distribuiti in tutto il Paese e, per quasi l’80% per cento, situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa: per la sua storia, per il suo valore culturale e per lo stretto legame con il territorio di riferimento.

Unici sono però anche i gravi problemi che la manutenzione di questi beni comporta, a cui devono far fronte quotidianamente i proprietari che ne sono custodi. Sono però beni che, se ben mantenuti e gestiti, possono dare un contributo importante alla vita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui sono inseriti.

Per raggiungere questo risultato l’Associazione Dimore Storiche Italiane, con i suoi 4500 soci, è costantemente impegnata, insieme all’European Historic Houses Association (EHH), nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle dimore storiche.

L’impegno è rivolto per questo in più direzioni:  verso i Soci proprietari dei beni, a cui fornisce consulenza e assistenza giuridica, amministrativa, tributaria e tecnica, per la gestione delle dimore; verso le istituzioni centrali e territoriali, verso gli enti pubblici e privati con cui collabora per la pianificazione degli interventi, anche legislativi, più adatti per la conservazione e valorizzazione degli immobili vincolati in Italia, anche sul piano del turismo; verso il sistema scolastico e universitario, per promuovere la conoscenza fra i giovani delle opportunità offerte dalla tutela e dalla promozione di queste risorse.

Le dimore storiche, infatti, non sono delocalizzabili e creano preziose occasioni di lavoro nei territori in cui si trovano; verso l’opinione pubblica e i media, per favorire la conoscenza di una parte così rilevante del nostro patrimonio culturale».













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