Giornata delle api: in Italia 1,7 milioni di colonie ma vanno protette
Il Wwf lancia una petizione che chiede al governo interventi rapidi: il 40% degli impollinatori rischia l'estinzione, a causa dei pesticidi. «Bisogna vietare le sostanze chimiche più dannose, aumentare le superfici agricole dedicate alla conservazione della natura, sostenere il modello biologico»
VIDEO Dai pesticidi ai cambiamenti climatici, le api a rischio
Al via la petizione "Difendi gli impollinatori" del Wwf Italia in occasione della Giornata mondiale delle api di oggi, 20 maggio, istituita dalle Nazioni unite per richiamare tutti i governi ad azioni concrete per la protezione di tutti gli insetti impollinatori.
L'iniziativa ha l'obiettivo di coinvolgere e spingere i cittadini a chiedere al governo nazionale e altri decisori politici interventi urgenti a tutela di api, farfalle, sirfidi e di tutti gli insetti «fondamentali per la sopravvivenza della specie umana».
In Italia - segnala l'organizzazione non governativa - vivono circa 1.040 specie di api, «tutte fondamentali per l'impollinazione di piante coltivate e spontanee».
Per il Wwf Italia «gli insetti impollinatori stanno scomparendo a una velocità allarmante. In Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l'estinzione. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall'impollinazione animale».
L'organizzazione ricorda che «l'Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l'adozione del suo Piano di azione nazionale per gli impollinatori previsto dalla Strategia nazionale biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori».
Con «Difendi gli Impollinatori», il Wwf chiede al governo italiano un cambio di passo deciso e immediato. In primo luogo, è urgente attuare pienamente la Strategia nazionale biodiversità 2030 che prevede interventi concreti per il recupero degli habitat naturali da cui gli impollinatori dipendono per sopravvivere. È chiesto che venga adottato un efficace Piano nazionale di ripristino della natura in attuazione del Regolamento Ue 1991/2024, garantendo adeguate risorse finanziarie per la sua attuazione.
Secondo il Wwf, oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l'estinzione a livello globale, mentre in Europa, quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione. E con la loro sopravvivenza è a rischio anche la nostra.
Il Wwf lanciava l'allarme già l'anno scorso in occasione proprio della Giornata mondiale delle api, con la pubblicazione del dossier "Il futuro in un volo d'ape: perché salvare gli impollinatori significa salvare noi stessi", realizzato nell'ambito della campagna Our Future.
Gli impollinatori garantiscono la riproduzione di circa il 75% delle colture alimentari e del 90% delle piante da fiore selvatiche. Valutando una sola colonia di api, si stima una produzione di oltre 1.000 euro in frutti e bacche impollinate, contro i 240 euro ricavati dai prodotti dell'alveare. E secondo uno studio pubblicato su Environmental Health Perspectives, la drastica riduzione dell'impollinazione sta già contribuendo a circa 500.000 morti premature all'anno, a causa della diminuzione di frutta, verdura e frutta secca nella dieta.
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Nel 2018 l'Unione europea ha vietato l'uso all'aperto di tre neonicotinoidi - pesticidi noti per i loro effetti devastanti sulle api - ma resta consentito il loro utilizzo nelle serre e in molti Paesi, tra cui l'Italia, sono state concesse deroghe che ne permettono ancora l'impiego.
«La crisi degli impollinatori non è un problema che riguarda solo la Natura, è una crisi che finisce per colpire direttamente noi: la nostra salute, il nostro benessere, la nostra sicurezza alimentare», sottolinea Eva Alessi, responsabile sostenibilità del Wwf Italia.
«È indispensabile un cambio di rotta decisivo che in primis deve essere definito dalle nostre istituzioni: vietare le sostanze chimiche più dannose, aumentare le superfici agricole dedicate alla conservazione della natura, sostenere l'agricoltura biologica e promuovere l'agroecologia».
In questo scenario critico, l'approvazione della Nature Restoration Law da parte dell'Unione europea rappresenta un passo cruciale per invertire la rotta. Questa legge punta a ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Ue entro il 2030, inclusi gli habitat agricoli essenziali per gli impollinatori.
L''apicoltura italiana è in testa alle classifiche dell'Unione europea, con un patrimonio che supera 1.700.000 colonie di api il cui valore è stimato in 500 milioni di euro, secondo l'ultimo censimento della Federazione Apicoltori Italiani (Fai).
Ha dunque un ruolo di protagonista il comparto mellifero nazionale nella nona Giornata mondiale delle Api, proclamata dall'Onu, che si celebra oggi, 20 maggio.
Lo slogan dell'edizione 2026 - "Siate uniti per le persone e per il pianeta" - mette in evidenza la secolare collaborazione tra genere umano e api; un gioco di squadra che può far la differenza non solo nella salvaguardia dell'ambiente ma anche della stragande maggioranza della produzione agroalimentare.
Lungo la Penisola "quest'anno - annuncia il presidente della Fai, Raffaele Cirone - dedichiamo la Giornata agli apicoltori e alle apicoltrici: è grazie al lavoro di oltre 77.000 allevatori che la nostra ape garantisce i fattori di produttività e sostenibilità della filiera agroalimentare. Grazie all'impollinazione delle api mellifere, si generano nel nostro Paese fino a 2 miliardi di euro di valore della produzione agroalimentare e 150 miliardi di euro di apporto ecosistemico".
Il progetto 'L'Alveare Parlante. Storie d'apicoltura e geografie dei mieli', presentato al Senato, col patrocinio dell'Osservatorio Nazionale Miele, vuole ora trasformare il miele in uno strumento di narrazione dell'Italia, raccontando le storie di apicoltori e apicoltrici che, con il loro operato, contribuiscono all'eccellenza agroalimentare.
"Il miele è l'ambasciatore perfetto del territorio, - ha detto Lucia Piana, biologa e responsabile scientifica dell'Osservatorio Nazionale Miele - ogni vasetto racchiude le gocce di nettare di un paesaggio specifico, catturato come in una fotografia stagionale. In Italia contiamo oltre 60 tipologie di mieli uniflorali e infiniti millefiori che esprimono identità locali uniche".
Tuttavia, avverte Mariacristina Villani dell'Università di Padova, "nella nostra penisola abbiamo 34 specie di api native in pericolo di estinzione, è essenziale promuovere azioni concrete di divulgazione per proteggere un patrimonio naturale indispensabile alla vita e alla sicurezza alimentare".
Il progetto "Honeybees & Vineyard", promosso da Fondazione Sostain Sicilia e realizzato dalla Fai col sostegno di Intesa Sanpaolo, ha coinvolto dieci aziende vitivinicole (Cantina Birgi, Cos, Donnafugata, Fazio, Feudo Arancio, Gorghi Tondi, Nicosia, Planeta, Principe di Corleone e Tasca d'Almerita) attraverso l'installazione di 50 alveari e l'utilizzo di api Apis mellifera come bioindicatori ambientali.
"Le api - sottolinea Alberto Tasca, presidente della Fondazione Sostain Sicilia ci aiutano a leggere la salute dei territori: dove la biodiversità è alta, cresce anche la qualità agricola e, con essa, la qualità stessa del vino. Un ecosistema ricco ed equilibrato rende la viticoltura più resiliente, sostenibile e capace di esprimere al meglio il valore del territorio".
Ma non vanno dimenticate le minacce e i danni subiti dalle api, anche a causa di alcune pratiche dell'agricoltura intensiva.