MERCATI

Fairtrade premia con un miliardo in 5 anni i produttori locali

La Giornata mondiale del commercio equo e solidale è stata un'occassione per fare il punto anche sulle iniziative del noto e diffuso marchio di certificazione etica. Intanto il circuito Altromercato lancia la nuova campagna "Io.Equo", sottolineando che questo modello alternativo si basa non solo sulla sostenibilità economica, ma anche su quella sociale e ambientale



Sensibilizzare consumatori e istituzioni sull'importanza di garantire condizioni di lavoro dignitose, prezzi equi e diritti umani ai produttori. È l'obiettivo del World fair trade day, la Giornata mondiale del commercio equo e solidale, celebrata lo scorso weekend, per promuovere giustizia sociale, sostenibilità ambientale, eque retribuzioni, mettendo al centro le persone, le comunità, i lavoratori svantaggiati, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Nato negli anni '60 e '70 e consolidatosi poi nel 1974 con l'apertura della prima "bottega del mondo" in Olanda, con l'obiettivo di contrastare lo sfruttamento dei piccoli produttori del Sud del mondo, il commercio equo e solidale nel tempo si è evoluto e consolidato.

In questo scenario, opera anche il sistema Fairtrade, uno dei principali marchi di certificazione etica a livello globale, un'infrastruttura di governance paritaria capace di riequilibrare i rapporti di forza lungo le filiere più esposte.

La struttura oggi connette i consumatori di tutto il mondo a oltre 1,9 milioni di agricoltori e lavoratori in 75 Paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina, territori che rappresentano l'anello più esposto a fragilità sistemiche come la volatilità dei prezzi e l'accelerazione della crisi climatica.

I numeri, spiega Fairtrade Italia, «delineano a livello globale il profilo di una filiera globale in profonda trasformazione: nel 2024 la vendita di prodotti certificati ha generato un Premio per i produttori locali pari a 201,6 milioni di euro, portando il valore complessivo redistribuito negli ultimi cinque anni a oltre un miliardo di euro».

Il premio è una somma extra che le aziende versano oltre il prezzo di vendita.

Si tratta, sottolinea l'organizzazione, «di una risorsa che le organizzazioni agricole gestiscono in totale autonomia per finanziare progetti collettivi di sviluppo, come la costruzione di scuole, cliniche e infrastrutture produttive altrimenti inaccessibili».

Fairtrade Italia, rappresenta questo modello nel nostro Paese dal 1994, promuovendo relazioni commerciali più eque, trasparenti e sostenibili.

Un meccanismo che trova conferma nei risultati dell'ultimo bilancio sociale dell'organizzazione italiana relativo ai risultati 2024, dove il commercio equo certificato, spiega la stessa, »ha generato un valore economico superiore ai 550 milioni di euro. La scelta consapevole dei consumatori di aggiungere nel carrello prodotti Fairtrade dà origine, infatti, a un effetto misurabile: nel solo 2024, gli acquisti in Italia hanno generato circa 4 milioni di euro sotto forma di Premio Fairtrade (+4% rispetto all'anno precedente)».

Il cacao ha generato oltre 2 milioni di euro di premio con volumi superiori alle 10.000 tonnellate (+5%), le banane si attestano come il prodotto leader con oltre 14.000 tonnellate vendute, mentre il caffè ha segnato una crescita superiore al 12,5%, sfidando l'instabilità delle quotazioni internazionali.

Significativo è anche il segnale che arriva dal settore non-food, con il cotone in espansione del 40% e i fiori recisi del 28%, a indicare che la richiesta di trasparenza è ormai una domanda trasversale.

I dati, afferma Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia, «parlano di un'Italia coinvolta nel cambiamento: in un mondo che chiede responsabilità, Fairtrade rappresenta un sistema capace di coniugare rigore e impatto reale».

Come noto, una realtà diversa e protagonista del commercio equo e solidale, che è sul campo con il proprio circuito di negozi e la propria filiera diretta di prodotti, è Altromercato.

Anche Altromercato ha partecipato al World Fair Trade Day, il 9 maggio scorso, e qui ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione chiamata "Io.Equo": l'obiettivo è far conoscere il modello economico del commercio equo e solidale come alternativa valida ai modelli dominanti, sottolineando che si basa non solo sulla sostenibilità economica, ma anche su quella sociale e ambientale .













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