Crisi climatica, sulle Alpi anche le farfalle costrette a migrare
La fotografia a livello globale in un vasto studio internazionale cui ha partecipato anche la bolzanina Eurac Research: gli spostamenti verso quote più alte e altri movimenti sono legati soprattutto al surriscaldamento e agli eventi meteorologici estremi, altri movimenti sono dovuti all'intensificazione dello sfruttamento agricolo dei suoi e alla perdita di zone umide
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In tutti i continenti, le specie di farfalle stanno cambiando le aree di distribuzione in misura finora sottovalutata. È quanto emerge da uno studio internazionale che ha analizzato oltre 6.100 cambiamenti documentati nelle aree di distribuzione di 1.758 specie.
Sessantotto esperti ed esperte, tra cui il biologo Elia Guariento di Eurac Research, hanno contribuito con le loro osservazioni.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Nature Ecology & Evolution".
«In Alto Adige e più in generale nella regione alpina, dove le temperature si stanno alzando rapidamente, notiamo chiaramente che alcune specie si stanno insediando a quote più elevate e nuove specie si stanno diffondendo», spiega Guariento, che da quasi dieci anni conduce censimenti sulle farfalle in Austria e in Alto Adige - in Alto Adige, dal 2019, in modo sistematico nell'ambito del monitoraggio sulla biodiversità.
«Negli ultimi anni abbiamo individuato diverse specie a quote alle quali non ce le aspettavamo, ad esempio la farfalla Apollo. Questa ricerca conferma che si tratta di un fenomeno evidente anche a livello globale».
I dati documentano soprattutto l'estensione degli areali di distribuzione perché questo aspetto del cambiamento è il più semplice da dimostrare, spiega Guariento: «Se in una zona compare una specie che prima non era mai stata osservata, lo si registra rapidamente. Quando invece le specie diminuiscono perché non trovano più le condizioni adeguate, o addirittura scompaiono, ci vuole più tempo per confermarlo».
Lo studio - il più ampio mai condotto nel suo genere - ha analizzato anche le cause di questi cambiamenti.
L'espansione degli areali di distribuzione e la migrazione verso quote più elevate sono legate soprattutto al riscaldamento climatico e agli eventi meteorologici estremi.
Quando invece gli areali di distribuzione si riducono, spesso giocano un ruolo importante i cambiamenti nell'uso del suolo, come l'intensificazione dell'agricoltura o la perdita di zone umide.
In generale, le farfalle nel mondo sono a rischio: negli Stati Uniti, tra il 2000 e il 2020 la popolazione si è ridotta del 22%, oltre 1 farfalla su 5 è scomparsa, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science e guidato da Collin Edwards, della Washington State University a Vancouver.
Analizzando i dati relativi a 76.000 osservazioni condotte nell'ambito di 35 programmi, i ricercatori hanno visto che la popolazione di 100 delle 342 specie censite si è dimezzata e che 22 specie hanno subito perdite superiori al 90% e sono ormai quasi scomparse.
Il declino è dovuto in particolar modo all'uso intensivo di pesticidi.
I risultati arrivano al termine della più completa analisi mai fatta sullo stato di salute delle farfalle, un super censimento che ha considerato i dati raccolti in 20 anni da programmi di ricerca locali e da piattaforme di citizen science come iNaturalist, dove ognuno può registrare su base volontaria quel che trova nel territorio.
È emerso che la riduzione di farfalle è più accentuata nelle aree a sud ovest degli Stati Uniti, mentre è in aumento nel nord est, ma in generale c'è stata una diminuzione molto preoccupante. Non tutte le specie sono diminuite ma in generale ogni anno si è assistito a una riduzione dell'1,3% nelle popolazioni di farfalle, pari a una riduzione del 22% in 20 anni,
È una riduzione davvero preoccupante che fa ipotizzare ai ricercatori un futuro senza farfalle. Questo preoccupa anche perché le farfalle hanno un ruolo fondamentale negli ecosistemi naturali così come per l'economia, in particolare come impollinatori nell'agricoltura.
[foto: archivio Ansa]