INCONTRO

Agrivoltaico: promesse, problemi e prospettive da valutare

Approfondimento su un tema molto attuale, giovedì 12 marzo, a Trento, con il professore Stefano Amaducci, nell'ambito del ciclo "Nel mondo dell'energia", curato dal fisico Mirco Elena per conto dell'associazione Antonio Rosmini

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Si torna a parlare del fotovoltaico agricoli, in questi giorni che vedono la questione energetica di estrema attualità, per i forti rincari dei prodotti petroliferi a seguito della guerra nel Golfo.

Di agrivoltaico si parlerà a Trento in un incontro giovedì 12 marzo alle 17, nella sala Colonna della fondazione Caritro, in via Calepina 1 (ingresso anche da via Dordi 8). Interverrà il professore Stefano Amaducci che affronterà il tema "Agrivoltaico, promesse, problemi, prospettive".

Una relazione scientifica per comprendere come il mondo agricolo può trovare nell'impiego dei sistemi fotovoltaici un modo per autoprodurre quanto gli necessita, ma anche contribuire a fornire elettricità alla rete nazionale.

Il relatore Stefano Amaducci è ordinario di agronomia e coltivazioni erbacee all'Università Cattolica di Piacenza, oltre che responsabile del Centro di ricerca e analisi geospaziale e telerilevamento presso lo stesso ateneo. È anche presidente della società Citimap, che si occupa di telerilevamento e agricoltura di precisione, e di Federcanapa. Le sue ricerche si concentrano sui temi della concimazione e dello stocaggio del carbonio negli agrosistemi e sullo sviluppo di impianti agrivoltaici sostenibili.

L'incontro di Trento, aperto al pubblico, con ingresso libero e gratuito, fa parte del secondo ciclo "Nel mondo dell'energia", curato dal fisico Mirco Elena per conto dell'associazione Antonio Rosmini di Trento. Il ciclo ha già visto trattare temi come il nucleare, il futuro dell'idroelettrico, le bioenergie.

Si concluderà il 19 marzo con una presentazione sull'energia eolica (aspetti tecnologici, ambientali, economici, con l'ingegnere Michele Rialti di Dolomiti energia rinnovabili) e il 20 marzo con una visita poenmridiana agli impianti di BioEnergia Fiemme al Cadino e a Cavalese.

«L'agrivoltaico è un alleato non un avversario dell'agricoltura e può costituire una leva economica e sociale», aveva detto pochi mesi fa il presidente del Gse (Gestore dei servizi energetici), Paolo Arrigoni, in un convegno organizzato dall'Associazione italiana agrivoltaico sostenibile (Aias).

A fine ottobre 2025 gli impianti fotovoltaici installati in Italia risultavano essere 2.050.000, in crescita del 9,6% sull'anno precedente per 42 Gw di potenza installata, in aumento del 13,4%.

Al primo gennaio 2000 erano 5, nel 2010 erano 160.000 impianti e nel 2020 erano saliti a 934.000. Nei primi dieci mesi del 2025 ne sono stati installati 180mila con con 5 gw solo per il fotovoltaico, con una media di 500 al giorno in calo rispetto 1.020 nel 2023 e 770 nel 2024.

Il presidente del Gse aveva spiegato che sul totale della capacità installata nel fotovoltaico 2/3 degli impianti sono installati su coperture e capannoni e solo 1/3 a terra, anche se questa percentuale è in crescita.

Secondo  Arrigoni, l'agricoltura sarà determinante per raggiungere la vetta dei 79,3 Gw di fotovoltaico al 2030 rispetto a 131 gw complessivi secondo il Pniec (Piano integrato energia e clima).

Importante, aveva sottolineato, la nuova definizione normativa dell'agrivoltaico e la nascita della certificazione nell'agrivoltaico.













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