Comunicato Stampa: Dazi USA su acciaio e alluminio dal 6 aprile



(Arv) Venezia, 10 aprile 2026 “Le aziende del Veneto stanno toccando con mano, in queste ore, gli effetti pesantissimi dei nuovi dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Non siamo davanti a una questione tecnica per addetti ai lavori, ma a un colpo diretto che sta investendo il tessuto produttivo, bloccando commesse, frenando gli ordini dall’estero e mettendo in seria difficoltà imprese che fino a pochi giorni fa lavoravano regolarmente sul mercato americano. Il punto decisivo è che il dazio non viene più calcolato soltanto sul valore della materia prima incorporata, ma sull’intero valore del prodotto finito importato. È questo il salto che cambia tutto e che rende la misura devastante per molte realtà manifatturiere venete”, dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Sto ricevendo molte segnalazioni e ci sono tanti casi concreti che le nostre aziende si stanno trovando ad affrontare proprio in questi giorni. Se prima, prendendo ad esempio un ordine da 600 mila euro, il dazio era di 100 mila euro perché calcolato sulla sola componente metallica, oggi quello stesso ordine può trovarsi gravato da un prelievo di 300 mila euro, arrivando al 50 per cento sul valore complessivo del bene. È evidente che di fronte a un impatto di questa portata il cliente si ferma, l’ordine salta, la trattativa si blocca e l’azienda si ritrova improvvisamente senza certezze. Non è allarmismo: è ciò che stanno segnalando in queste ore imprese venete che vedono cancellarsi o congelarsi decine di commesse”, prosegue il Presidente Zaia. “Questo è il vero punto politico ed economico: non siamo davanti a un semplice irrigidimento commerciale, ma a una misura che rischia di provocare un crollo degli ordinativi dall’estero e di colpire il cuore del manifatturiero europeo. Il Veneto vive di lavoro, trasformazione industriale, export e capacità di stare sui mercati internazionali. Quando si fermano gli ordini, non si ferma solo una voce di bilancio, oggi il rischio è ancora più grave, perché per molte aziende significa aprire concretamente il capitolo della cassa integrazione e, nei casi più esposti, persino dei licenziamenti”, aggiunge Zaia. “Per alcune imprese venete che esportano verso gli Stati Uniti fino all’80 per cento della propria produzione, una misura di questo tipo può voler dire fermarsi da un giorno all’altro. Vuol dire passare in poche ore da una normale attività produttiva all’incertezza totale, con il mercato principale che si blocca, i clienti che sospendono gli ordini e l’azienda che si trova senza il tempo materiale per riorganizzare filiere, approvvigionamenti e listini. È un impatto che non può essere sottovalutato, perché rischia di scaricarsi direttamente su lavoratori, famiglie e territori”, sottolinea il Presidente. “Qui è in gioco una parte essenziale della forza industriale del Veneto e dell’Europa. L’Europa deve darsi una mossa subito, ma con intelligenza e senso della realtà. Guai però a rispondere in modo automatico con controdazi di riflesso, perché in quel caso le aziende venete subirebbero un doppio colpo: prima il peso dei dazi americani sulle esportazioni, poi l’aggravamento dei costi e delle tensioni commerciali sul fronte europeo. Sarebbe un errore gravissimo. Serve un confronto serrato con gli USA e accordi che difendano le nostre aziende, che con il mercato americano hanno da decenni un rapporto di sinergia e collaborazione”, conclude il presidente Zaia. La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO













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