Torino-Togliatti 1966-2026, quando la Fiat costruì l'AutoVaz in Urss



(ANSA) - TORINO, 20 MAG - È stata una delle ultime grandi imprese industriali del secondo Novecento. Sessant'anni fa Vittorio Valletta, presidente della Fiat, firmava con i sovietici l'accordo per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di automobili nella città di Togliatti. Claudio Giunta e Giovanna Silva ci sono tornati per documentare quell'impresa - e quello che è venuto dopo. A raccontare questo pezzo di storia è la mostra "Torino-Togiatti 1966-2026: uno stabilimento grande e subito", a cura di Giunta e Silva con Maurizio Torchio, a Torino dal 22 maggio al 4 ottobre, con inaugurazione domani.
    Allestita al Centro Storico Fiat, dove viene firmato lo storico accordo che regola la collaborazione tra Italia e Unione Sovietica per la realizzazione dello stabilimento AutoVaz, la mostra ripercorre le vicende che permettono alla Fiat di "mettere i sovietici al volante": non solo un episodio di cronaca industriale, ma anche una delle più audaci operazioni di diplomazia parallela della Guerra fredda, che chiama in causa i principali attori internazionali dell'epoca, da Chruščëv a Kosygin, da Kennedy al segretario alla Difesa McNamara.
    Sono passati sessant'anni dalla firma del contratto che regola la collaborazione tra italiani e sovietici. Il 4 maggio 1966 - su un tavolo tuttora esposto nella sede del Centro storico Fiat - Vittorio Valletta firma il protocollo per la costruzione dello stabilimento. L'intesa viene perfezionata in agosto, quando il presidente della Fiat, accompagnato tra gli altri da Gianni Agnelli, Piero Savoretti e Riccardo Chivino, firma a Mosca l'Accordo generale per la realizzazione dell'AutoVaz, alla presenza del primo ministro Kosygin e del ministro dell'Industria automobilistica Tarasov. Poco dopo iniziano i lavori per la costruzione della fabbrica.
    I materiali conservati negli archivi del Centro storico Fiat - fotografie, documenti originali, telegrammi, relazioni tecniche - raccontano il vasto lavoro di squadra che ha portato alla costruzione dello stabilimento. A partire da questa restituzione documentale si sviluppa la rilettura e rielaborazione visiva di Giovanna Silva che, in un viaggio "di ritorno" a Togliatti compiuto nel 2019 con Claudio Giunta, racconta che cosa resta della fabbrica e della città: lei fotografa gli edifici; insieme intervistano ex operai ed ex dirigenti, russi e italiani, che lavorarono all'AutoVaz; lui raccoglie memorie familiari e ricostruisce la Togliatti e la Torino di sessant'anni fa. (ANSA).
   









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