Ritorno al nido a Trafoi, il nuovo Hotel Bella Vista di Gustav Thöni



(ANSA) - TRAFOI, 21 MAG - Trafoi è un borgo alpino senza un centro. Una piccola chiesa e una manciata di masi in una conca spettacolare tra le asprezze di Lombardia, Alto Adige e Svizzera. Qui, dove le montagne sembrano caderti addosso, da un secolo e mezzo il cuore nevralgico è l'Hotel Bella Vista, fondato nel 1875 dalla famiglia Thöni, tramandato per cinque generazioni. Il suo esponente più illustre, Gustav, è tra gli sciatori più grandi di tutti i tempi e ne è l'attuale proprietario insieme alle figlie. Si tratta di un unicum di continuità storica nell'accoglienza alberghiera altoatesina. Il leggendario campione olimpico ha imparato a sciare proprio sulle collinette di fronte alla struttura e vive queste cime come un'estensione di sé: "Sono nato qui, queste sono le mie montagne. Ricordo quando da bambino andavamo su a scaletta per spianare le piste col maestro".
    A rivelare lo scenario maestoso del Parco Nazionale dello Stelvio, sono le vetrate nella nuova ala dell'hotel, progettata dall'amico d'infanzia di Thöni, divenuto architetto di fama internazionale, Matteo Thun. All'interno, il nuovo lounge bar, che profuma di larice e abete, ospita la 'Home of Gold', un intimo museo dedicato alla Valanga Azzurra e ai trofei del campione. Quando scende la sera, la luce alpina illumina di blu le coppe d'oro.
    L'idea alla base del progetto di rinnovamento è quella di un 'nido' contemporaneo mimetizzato tra le rocce dell'Ortles, la vetta più alta dell'Alto Adige che 'sorge' nel giardino dell'hotel. L'architetto e il campione, dopo le gare d'infanzia sugli sci, hanno realizzato una sfida di bioedilizia. "Il concept di questo hotel è zero km, zero CO2 e zero immondizia.
    Se si cambia qualcosa, non c'è nulla da buttare, si recupera tutto", spiega Thun. Nell'opera sono stati coinvolti artigiani locali che hanno ammesso di non avere mai lavorato a soluzioni così innovative. Il risultato è una sequenza di spazi in cui non vi è filtro fra esterno e interno, dove ogni dettaglio invita al riposo; persino i materassi, realizzati artigianalmente dal fornitore che equipaggiava Buckingham Palace ai tempi di Elisabetta II. D'altronde, l'architetto insiste: "Il silenzio sarà il lusso dei prossimi trent'anni".
    È il respiro a scandire il ritmo di Trafoi, come sottolinea il patron dell'hotel Stephan Gander, genero di Thöni e marito di Petra: "Qui abbiamo una montagna ancora autentica, non c'è il turismo di massa di altre valli". Un luogo per un approccio lento e meditativo. Gander accompagna gli ospiti nel canyon di Trafoi fino alla nascosta Grotta Azzurra che evoca atmosfere quasi asiatiche. In questa cornice, unisce il trekking a specifiche tecniche di respirazione apprese da uno specialista francese.
    Sul canyon si proietta la piscina sospesa del rinnovato Bella Vista, agganciata a una spa con aree dedicate ai bambini, uno scivolo d'acqua dall'adrenalina inaspettata e la doccia di neve.
    L'esperienza di benessere si riflette anche a tavola grazie al rigore dello chef Andreas Wunderer e alla sua cucina orientata al benessere, capace di estrarre intensi sapori dagli ingredienti locali, come la misticanza di erbe alpine che esplode in bocca con note selvatiche e inattese. (ANSA).
   









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