A Palazzo Strozzi le sculture di Jean-Marie Appriou



(ANSA) - FIRENZE, 21 MAG - Richiamano l'eredità della Divina commedia le opere realizzate dall'artista francese Jean-Marie Appriou appositamente per gli spazi del Project space di Palazzo Strozzi.a Firenze: la mostra 'Canto infinito' è in programma dal 22 maggio al 23 agosto.
    Il lavoro di Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell'utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera con riferimenti iconografici che attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea. Oltre alla Divina commedia, scelta come orizzonte culturale e simbolico, il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una costellazione di fonti letterarie e mitologiche. Nella prima stanza degli spazi espositivi al piano terra, il visitatore troverà 'The Mills of Perception', statua in bronzo patinato posta in dialogo ideale con le porte di Lorenzo Ghiberti e Auguste Rodin. Appriou riflette sull'idea di soglia tra paradiso e inferno, come spazio di passaggio e trasformazione: da una parte il paradiso, visto come un universo fragile e instabile e sul lato opposto emerge un Inferno ispirato alla cosmologia medievale e all'immaginario gotico. In alto un'imbarcazione con al suo interno quattro figure centrali nell'immaginario dell'artista: Dante, John Milton, Mary Shelley e William Blake.
    In mostra anche 'Apophis', opera in acciaio inossidabile in cui Appriou reinterpreta un radiatore domestico ispirato alla figura di Apopi, il serpente del caos della mitologia egizia. Sospeso nello spazio, 'Mandjet' è invece un lampadario in bronzo che assume la forma di una barca solare ispirata alla mitologia egizia. Infine 'The Key' è una stufa-scultura in bronzo patinato che raffigura le figure intrecciate di un angelo e un drago.
    All'interno della sala, Appriou posiziona inoltre una lastra in bronzo con al centro l'iscrizione 'Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'. "Per uno scultore - ha detto l'artista - Firenze è una città estremamente importante. Quando studiavo in Francia ho avuto un insegnante italiano che mi ha detto di venire assolutamente a Firenze per vedere le sculture e in particolare Michelangelo". (ANSA).
   









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