Fao, speculazione e shock mandano in crisi mercati di caffè, cacao e tè
(ANSA) - ROMA, 14 LUG - I mercati globali di caffè, cacao e tè sono in forte turbolenza, penalizzati da una fragilità strutturale: oltre il 90% delle fluttuazioni dei prezzi è causato da squilibri improvvisi tra domanda e offerta, spesso amplificati da speculazioni finanziarie. La produzione è concentrata nelle mani di piccoli agricoltori in pochi paesi in via di sviluppo, mentre la trasformazione e il consumo avvengono nelle nazioni più ricche. Questo profondo divario geografico allunga le filiere, aumentando l'esposizione ai costi di trasporto e ai blocchi logistici, col risultato di amplificare gli shock globali sui mercati locali e minacciare i redditi dei coltivatori. E' quanto emerge da un rapporto Fao, nel precisare che negli ultimi anni, i prezzi globali delle bevande sono aumentati molto più rapidamente rispetto ai prodotti agricoli.
Brasile e Vietnam controllano da soli quasi la metà della produzione mondiale di caffè, la Costa d'Avorio e il Ghana oltre due terzi del cacao e la Cina più della metà del tè, una concentrazione che rende i mercati ipersensibili a eventi climatici locali. Secondo il rapporto, l'aspetto più critico riguarda la distribuzione asimmetrica del valore lungo la filiera. Quando i prezzi aumentano, i piccoli produttori beneficiano raramente di tali rincari, rimanendo i più esposti povertà e insicurezza alimentare. Al contrario, l'impatto sui prezzi al dettaglio per il consumatore è spesso attutito dal fatto che la materia prima grezza rappresenta solo una frazione infinitesimale del costo del prodotto trasformato e confezionato. Un circolo vizioso da interrompere, secondo la Fao, con politiche strutturali coordinate che vadano oltre la gestione delle emergenze; e quindi investire in pratiche agricole resilienti, migliorare la trasparenza sui dati dei raccolti per contenere la speculazione preventiva e, favorire una più equa ridistribuzione del valore lungo tutta la catena.
(ANSA).