Crisi del vino, Aceto Balsamico di Modena in campo per sostenere la filiera vitivinicola
- Ogni anno la produzione dell'Aceto Balsamico di Modena Igp utilizza oltre 2,5 milioni di quintali di uva da vino per la produzione del mosto e tra i 50 e i 60 milioni di litri di vino: è la stima produttiva comunicata dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp a commento dell' iniziativa della Regione Piemonte tesa a favorire il conferimento delle eccedenze del settore vitivinicolo agli acetifici, anche alla luce della ricerca di nuovi sbocchi produttivi per il comparto del vino "in una fase complessa con consumi in rallentamento".
"Si tratta - dichiara Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp -. di volumi già oggi molto significativi, che potrebbero crescere ulteriormente proprio in una fase in cui il settore è alla ricerca di nuovi sbocchi di mercato. Per questo stiamo lavorando con cantine e istituzioni, a partire dalla Regione Emilia-Romagna, per definire accordi di filiera che favoriscano un maggiore utilizzo di vino e mosto italiani, anche in vista della prossima vendemmia, da destinare alla produzione e anche all'invecchiamento, qualora sussistano le condizioni economiche"
"Esiste però - aggiunge il presidente del Consorzio - un ostacolo che oggi limita il potenziale di crescita dell'intera filiera, la crescente diffusione, in Europa e negli Stati Uniti, di prodotti commercializzati con il nome di "aceto balsamico", pur non avendo alcun legame con l'Aceto Balsamico di Modena Igp.
Per il Consorzio, la tutela del termine "aceto balsamico" non rappresenta solo una battaglia identitaria, ma una misura concreta di politica industriale a favore della filiera vitivinicola italiana". "Stimiamo che, eliminando dal mercato i prodotti imitativi, la produzione - conclude - dell'Aceto Balsamico di Modena Igp potrebbe crescere di almeno il 30%, con un conseguente aumento della domanda di mosto, uve e vino italiani". (ANSA).